Manovra: Meloni, 'legge tagliola' a editoria e' follia contro pluralismo

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ROMA 23 DICEMBRE - "Questa manovra economica sconclusionata, tutta tasse e dilettantismo, cont...

ROMA 23 DICEMBRE  - "Questa manovra economica sconclusionata, tutta tasse e dilettantismo, contiene una vera e propria follia nella follia. Mi riferisco al taglio del contributo pubblico all'editoria. Una sostanziale riduzione nell'immediato, per arrivare all'eliminazione completa nel 2022". A dichiarare guerra alla decisione del governo 'carioca' e' Giorgia Meloni che, in un editoriale pubblicato su Libero Quotidiano, annuncia: "Fratelli d'Italia si oppone e si opporra' duramente a questo provvedimento scellerato, per una serie di motivi che dovrebbero essere ovvi in una democrazia normale, ma che evidentemente non lo sono per il governo gialloverde". 

   "Giova allora - spiega - ricordarne qualcuno. Anzitutto, segnalo che forme di sostegno pubblico al comparto dell'informazione sono presenti in quasi tutta Europa e in quasi tutto il mondo avanzato, Stati Uniti compresi. Inoltre, noto che questa autentica legge tagliola contraddice platealmente la retorica piu' volte sbandierata sia dal Movimento Cinque Stelle che dalla Lega sui cosiddetti giornaloni che monopolizzano il dibattito. Il paradosso supremo e' che si tratta di un inedito e insperato regalo proprio ai grandi gruppi editoriali, che non beneficiano di alcun contributo diretto da parte dello Stato, ma invece di sgravi parecchio consistenti che non vengono minimamente intaccati dal 'governo del cambiamento' (ipotetico). Il quale si appresta invece ad azzerare la concorrenza di giornali locali, testate no profit, cooperative senza scopo di lucro, perfino giornali delle diocesi e in generale tutti quegli organi di informazione distanti e distinti dalla grancassa del pensiero unico. Le cui testate di riferimento si vedono cosi' recapitato un cospicuo pacco dono natalizio, sotto forma di copie e pubblicita'". 

   Per la Meloni "La vera vittima del taglio selvaggio e' quindi il pluralismo, e' la varieta' dell'offerta e dei punti di vista, e con esso anche quel patrimonio di identita' e di culture locali a cui per esempio la Lega dovrebbe guardare storicamente con favore. Purtroppo, non e' l'unico tema, dalla flat tax alla pace fiscale, su cui abbiamo visto prevalere nettamente il furore ideologico del Movimento Cinque Stelle".

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