Mattarella a Parigi per ricucire con la Francia: prima tappa a Notre Dames

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PARIGI, 2 MAGGIO - Il presidente Sergio Mattarella è in visita a Parigi, dove in queste ore Italia ...

PARIGI, 2 MAGGIO - Il presidente Sergio Mattarella è in visita a Parigi, dove in queste ore Italia e Francia cercano di far ripartire un dialogo dopo le tensioni dello scorso febbraio. Il presidente della Repubblica, invitato da Emmanuel Macron, ha fatto tappa prima di tutto a Notre-Dame, elogiando il lavoro dei vigili del fuoco francesi in seguito al vasto incendio che ha colpito la cattedrale parigina.  

Un incontro simbolico, che mette sul tavolo i temi bilaterali più scottanti: dalla crisi in Libia al nodo migranti, passando per le questioni comunitarie. “I nostri rapporti di lavoro non hanno subito lacerazioni”, aveva assicurato Mattarella in una intervista concessa a fine febbraio a Richard Heuzé e pubblicata il 19 aprile da Politique Internationale. La decisione di Macron di richiamare a Parigi l’ambasciatore francese lo scorso 12 febbraio aveva segnato profondamente le relazioni tra i due Paesi, ma oggi i due leader hanno fornito rassicurazioni circa l’assoluta amicizia che lega Franca e Italia.

“Le peripezie più recenti non sono gravi: dobbiamo andare oltre. Ci sono state affermazioni un po’ eccessive. Per questo ho voluto chiamare il presidente Mattarella e invitarlo a venire qui in Francia”, ha dichiarato nelle scorse ore Macron. L’incontro con Mattarella, ha precisato il presidente francese, non è casuale, poiché avviene nel giorno del 500esimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci. “Con il cuore si può andare oltre gli ostacoli”, ha assicurato.

Francia e Italia cercheranno dunque di ripartire dai valori comuni, vale a dire da ciò che Mattarella ha indicato come “sistema dei diritti che mette al centro la persona e che si chiama Europa”. Ieri il presidente della Repubblica aveva sottolineato che “se l’Unione è nata grazie all’apporto degli Stati nazionali, adesso soltanto la forza unitaria del Continente può assicurare la difesa di quei principi, di quei capisaldi dell’ordinamento, di fronte all’incalzare della competizione globale”.

Claudio Canzone

Fonte foto: repubblica.it

 

 

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