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Mons. Panzetta: ”Momento drammatico per la diocesi, certo che il Signore saprà guidarci“

Calabria > Catanzaro

Mons. Panzetta:” Qui come un pellegrino in un momento drammatico per la diocesi, certo che il Signore saprà guidarci “

CATANZARO, 22 SETT. - Questa sera, alle ore 18, con una Messa, nella Basilica Maria Immacolata di Catanzaro, mons. Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Crotone Santa Severina, ha dato inizio al suo ministero pastorale come Amministratore apostolico nell’arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace.

Dopo l’ingresso in processione con il clero diocesano ed un breve saluto del Vicario generale Mons. Gregorio Montillo, Mons. Panzetta ha iniziato la sua omelia ricordano che ha sperimentato, in questo momento particolare per la Diocesi di Catanzaro Squillace, la grandezza dell’Amore di Cristo.

In questi mesi che sarà nella comunità vivrà come un pellegrino, vivendo il servizio voluto dalla Santa sede come un pellegrinaggio.

Dando qualcosa ma certo di ricevere molto di più, da questo popolo pieno di carismi.

L’Arcidiocesi di Catanzaro – Squillace è una comunità che ha una lunga storia, e per questo è grato per il passato consegnato.

Ha sottolineato il suo stupore al momento della consegna della responsabilità, lui che è vescovo da solo due anni. Ha accettato perché è stato rassicurato, da chi gli ha consegnato l’incarico, perchè si ha fiducia nei suoi confronti, certi che potrà  espletare questo impegno.

Ha riferito di aver accettato perché crede fermamente che quando il Signore dà un incarico, dà la forza per espletarlo.

Certo della responsabilità, non ha nascosto che questa comunità sta vivendo un momento drammatico della sua storia, forse uno dei più delicati della sua storia, ma è fiducioso di accompagnare una comunità che vive un momento particolare, certo che i grandi passaggi di crisi di una comunità hanno una valenza salvifica.

Questo momento drammatico sarà certamente un momento di rinascita, per ritrovare l’essenziale del Vangelo. Ha invitato tutti a non indietreggiare davanti alla responsabilità che ognuno avrà per offrire il contributo per ricominciare.

Bisognerà ripartire, pur in mezzo a tante difficoltà, rivivendo nelle nostre comunità.

Si è definito gioioso perché il tempo dell’attesa è un tempo di speranza per l’arrivo del nuovo pastore. Ed ha detto che avrà il compito di preparare la “sposa” all’arrivo dello sposo.

La storia di questa comunità avrà due appuntamenti importanti, lievito di iniziative formative, innanzitutto la beatificazione delle due figlie di questa chiesa, Nuccia Tolomeo e Mariantonia Samà.

Come popolo saremo impegnati a seguire la vita cristiana nella santità, mostrando al mondo che vivere il Vangelo è possibile.

Il secondo appuntamento sarà la stagione sinodale della chiesa particolare, che si aprirà il 17 ottobre prossimo, che ricorderà al popolo di Dio, la bellezza di camminare insieme, di procedere uniti sull’unica strada che è Gesù Cristo.

Sarà questo un tempo in cui riconoscere la comunità cristiana come “Noi”.

La preghiera dovrà essere lettura speranzale della storia, scuola di speranza come luogo di passaggio da vedere la difficoltà del futuro ad una prospettiva di speranza.

E’ certo che i fedeli saranno missionari che porranno in essere gesti che incarnano la logica del regno di Dio. Questo il Signore si aspetterà dal suo popolo.

Ha concluso con una frase che può essere definito un messaggio di speranza. “Chiesa di Catanzaro Squillace hai un libro, hai una croce, hai un pane, alzati in piedi recupera la tua dignità e si missionaria del regno di Dio in questo tempo difficile, ma talmente pieno di possibilità, quelle che la grazia di Dio mostrerà a ciascuno di noi.”