'Ndrangheta: 16 arresti in Val d'Aosta, anche tre politici

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AOSTA 23 GENNAIO - Associazione di tipo mafioso, tentato scambio elettorale politico-mafi...

AOSTA  23 GENNAIO - Associazione di tipo mafioso, tentato scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, traffico di droga, ricettazione di armi. Sono alcuni dei reati contestati, a vario titolo, a 16 persone (15 in carcere, una agli arresti domiciliari) nell'ambito di un'operazione condotta dai carabinieri dei Ros sulla presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta. L'indagine, avviata nel 2014, ha provato l'esistenza di una locale operante nella regione e riconducibile alla cosca Nirta-Scalzone di San Luca (Rc), capeggiata da Marco Fabrizio Donato e composta, fra gli altri, da Bruno Nirta e Antonio Raso, attivi con ruoli di promotori e organizzatori. 

L'ndrangheta e' riuscita a infiltrarsi nella politica locale, come provato dalla partecipazione al sodalizio, nelle vesti di concorrenti esterni, di amministratori attualmente in carica: il consigliere regionale della Regione Valle d'Aosta Marco Sorbara (all'epoca dei fatti consigliere comunale del comune di Aosta ) e Monica Carcea, consigliere comunale nonche' assessore al Bilancio di Saint Pierre (AO). Partecipava, invece, in modo diretto all'associazione il consigliere comunale di Aosta Nicola Prettico, eletto con l'appoggio del gruppo criminale. L'inchiesta ha coinvolto anche un noto avvocato del foro di Torino, Carlo Maria Romeo, presente in molti dei processi contro la 'ndrangheta tenutisi a Torino negli anni passati. 

L'organizzazione ha, inoltre, tentato un approccio nella tornata elettorale del 2015, con l'attuale sindaco di Aosta Fulvio Centoz, che ha rifiutato l'appoggio. L'operazione ha, infine, permesso di individuare un'associazione per delinquere finalizzata al traffico, anche internazionale, di cocaina, con al vertice i fratelli Bruno e Giuseppe Nirta, quest'ultimo nel frattempo deceduto.

Nota del sindaco Aosta, mi guardo allo specchio e sono tranquillo
 "L'onesta' deve essere un prerequisito della politica. La mattina mi alzo, mi guardo allo specchio e sono tranquillo". Cosi' il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, 44 anni il prossimo 4 febbraio, che nel 2015, durante la tornata elettorale che lo vide trionfare, fu avvicinato dalla 'ndrangheta ma ne rifiuto' l'appoggio. E' quanto emerso nella maxi inchiesta coordinata dalla Dda sulle infiltrazioni della criminalita' organizzata di matrice calabrese in Valle d'Aosta, che ha portato all'arresto di 16 persone, fra cui tre amministratori locali valdostani."Non sono certo sull'episodio che mi vede protagonista - spiega il primo cittadino all'Agi- ma nell'incertezza ho sempre rifiutato. Nel 2015 non ho avuto sentori che la 'Ndrangheta stesse operando, mentre durante il mandato in corso i segnali sono stato chiari e li ho sempre denunciati alle autorita' competenti".

L'operazione condotta dai carabinieri del Ros lascia una ferita nel territorio, anche se di 'Ndrangheta in Valle'e se ne parla da tempo. "La situazione e' preoccupante - continua il sindaco - bisogna costruire anticorpi sani e robusti e quando si ha la percezione, sia essa nitida o sfocata, di qualcosa di irregolare occorre sempre denunciare. In Consiglio comunale di 'ndrangheta se n'e' parlato molte volte, ma non si pensava che il fenomeno avesse queste ramificazioni. Adesso dobbiamo aprire gli occhi e alzare un muro". Infine sul coinvolgimento di esponenti politici, Centoz dice: "Episodio grave, ma ho cercato di spiegare che se c'e' un consigliere affiliato non significa che tutti gli altri lo siano"(Fonte Agi)

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