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'Ndrangheta: "Nuove leve", 2 imputati assolti in Appello. Mercuri e Morello

Calabria > Catanzaro

CATANZARO, 25 MAG - La Corte d'Appello di Catanzaro, presieduta da Giancarlo Bianchi, ha assolto perché il fatto non sussiste Pasquale Mercuri, 28 anni, e Francesco Morello, 32 anni, entrambi implicati nel procedimento "Nuove Leve" contro la cosca Giampà di Lamezia Terme. In primo grado Mercuri, difeso dagli avvocati Antonio Larussa e Loredana Mazzenga, era stato condannato a 12 anni di reclusione e Francesco Morello, difeso dall'avvocato Domenico Villella, era stato condannato a 7 anni di reclusione. 

Per entrambi l'accusa era quella di essere parte della cosca Giampà che si sarebbe mantenuta operativa, dopo l'arresto dei vertici e di parecchia manovalanza, grazie al contributo delle "Nuove leve". La condanna di primo grado si fondava sulle convergenti dichiarazioni di tre collaboratori di giustizia, i due fratelli Giuseppe e Pasquale Catroppa e Luca Piraina, i quali facevano parte del gruppo guidato da Giuseppe Giampà. 

Tali dichiarazioni sono state contestate dalle difese che hanno sottolineato la mancanza di chiarezza sulla fonte dalla quale avrebbero appreso appreso le informazioni accusatorie i tre pentiti, visto che tali propalazioni non arrivano né dal loro ex boss Giuseppe Giampà, né per esperienza diretta, visto che Morello e Mercuri facevano parte del gruppo guidato da Vincenzo Bonaddio (assolto in primo grado). Una tesi abbracciata dai giudici di secondo grado che hanno assolto i due imputati.

 "In tutta Italia si sono registrati assembramenti davanti ai locali della movida del sabato sera.....per colpa di qualcuno retrocederemo alla FASE 1? Noi non curiamo gli imbecilli!", è il post di 'Nessuno tocchi Ippocrate', associazione da anni impegnata contro il fenomeno della violenza ai danni dei camici bianchi. Una provocazione, spiegano, per scuotere le coscienze dei giovani, per dire loro che i medici cureranno sempre tutti ma è "assurdo farsi artefici di nuovi contagi per incuranza". Spopola anche il post di Carlo Serini, rianimatore all'ospedale San Carlo di Milano: "Io faccio l'anestesista rianimatore per tutti, belli e brutti, bianchi e neri, grandi e piccoli, Italiani e stranieri, insomma non si guarda (giustamente) in faccia a nessuno. 

Ma non faccio l'anestesista rianimatore per i cretini. Cari cretini, eliminatevi come preferite che fate un favore all'umanitá... Ma non chiedeteci ancora - scrive - di rivedere e rivivere i tre mesi appena trascorsi, a causa del vostro cretinismo. Io sono in terapia del sonno per sedare e sopire incubi, insonnie e risvegli dopo tre mesi in un ospedale Covid: e voi che fate? L'aperitivo... Cretino é una diagnosi (e oggi arriva gratis), non un insulto", conclude.