Nuove indiscrezioni sulle vicissitudini di Bibbiano

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REGGIO EMILIA, 01 Agosto - Nuove indiscrezioni vengono a galla sulla scia dei tragici eventi d...

REGGIO EMILIA, 01 Agosto -  Nuove indiscrezioni vengono a galla sulla scia dei tragici eventi di Bibbiano. 

In questi istanti una denuncia è partita dal Sindaco di Cavriano (RE), Francesca Bedogni, con testuali dichiarazioni: "Minacce telefoniche agli operatori dei servizi sociali ma anche a uffici per nulla coinvolti nell'indagine Angeli e Demoni, le telefonate saranno d'ora in poi registrate e consegnate agli inquirenti – continua -  "Il mio ufficio è aperto a ricevere chiunque abbia il desiderio di essere ascoltato. Le sedi per denunciare comportamenti ritenuti lesivi sono note a tutti. Minacciare e offendere sono comportamenti che non possono essere in alcun modo giustificati. Ho già incontrato in queste settimane alcune delle famiglie coinvolte". 

 La donna ricopre il ruolo di neo delegata al welfare, in sostituzione proprio del sindaco di Bibbiano, per l'Unione val d'Enza, ente nella bufera dopo lo scandalo del presunto sistema illecito degli affidi di minori scoppiato nel reggiano. 

Continuano come fulmini a ciel sereno a venir fuori le testimonianze delle vittime del “sistema” Bibbiano. Poco prima che scoppiasse l’inchiesta ‘Angeli e demoni, Giovanna, un nome come tanti, attribuito ad una donna, una madre separata, con due figli minorenni e con difficoltà economiche, ha ricevuto un decreto provvisorio del tribunale dei minori di Bologna, datato 20 maggio, che ha disposto la sospensione dalla responsabilità genitoriale per lei e l’ex marito, nominando come tutori i servizi sociali, e l’affidamento dei due figli ad altre famiglie. Poi dinanzi all'indagine, il Giudice Minorile, ha deciso di rivedere la sua pratica; intanto il tribunale ha nominato un consulente tecnico, uno psicologo, che dovrà rivalutare la sua capacità come madre. Una capacità che era stata bocciata proprio dai servizi sociali della Val d’Enza, imputando alla donna, “aspetti di rilevante e inaccettabile trascuratezza”.

"Ho vissuto un calvario – afferma Giovanna – e capisco l’angoscia dei genitori a cui hanno tolto i figli. Io sono fortunata: a me non è successo solo perché l’inchiesta ha bloccato tutto". La donna racconta di essersi rimboccata le maniche il più possibile: «Ho trovato un lavoro part time e pago anche alcuni debiti del mio ex. Pure lui ha un’attività, ma finora a noi non ha versato nulla. Ho cambiato casa. Non è vero che ho trascurato gli incontri con i servizi sociali. Siamo stati chiamati poche volte – racconta lei – e poi non veniva neppure fissato un calendario degli appuntamenti in base ai miei impegni di lavoro”.

 Dietro l’inchiesta sui presunti affidi illeciti di Bibbiano, c’è un mondo che coinvolge circa 26mila bambini e ragazzi con genitori in difficoltà: 14mila accolti da famiglie diverse da quella di origine e 12mila collocati nei servizi residenziali per minorenni. Un dato che rappresenta il 2,7 per mille del totale degli under 18 che vivono in Italia e a cui vanno aggiunti i minori stranieri che arrivano non accompagnati, perlopiù collocati in comunità. L’incidenza degli affidi varia da un’area all’altra, senza - per una volta - differenze nette tra Nord e Sud Italia: le regioni dove gli affidamenti sono più frequenti sono la Liguria (con il 5,8 per mille dei ragazzi e bambini coinvolti) e il Molise (dove l’affido riguarda il 3,9 mille dei minori). Dati concessi dal Sole 24 Ore.

Laura Fantini 

fonte immagine rollingstones.it

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