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Oath Keepers, ronde armate a difesa dei cittadini di Ferguson

Lazio

ST.LOUIS, 30 NOVEMBRE - Non è stata una settimana facile quella da poco passata. In tutta l'America ha incalzato una protesta senza freni dopo la decisione del Grand Jury di non incriminare Darren Wilson, il poliziotto che uccise il 9 Agosto 2014 Michael Brown, un 18enne afroamericano.[MORE]

Il giovane Brown quel giorno rubò una scatola di sigari da 48 $ minacciando il proprietario del negozio. Quest'ultimo non esitò a chiamare la polizia e una volante con a bordo Wilson arrivò subito dopo mezzogiorno. L'agente ordinò sia a Brown che al suo amico di togliersi dalla strada e di fermarsi sul marciapiede. Ma le cose si complicarono, ne seguì un alterco e in meno di novanta secondi il ragazzo era a terra, morto.

Secondo le rilevazioni della scientifica, Wilson avrebbe sparato due colpi da dentro l'auto, un colpo avrebbe colpito il braccio di Brown, l'altro l'avrebbe mancato. Poi sarebbe sceso dalla macchina e avrebbe sparato una seconda serie di colpi contro il ragazzo. Di fronte al Grand Jury l'agente avrebbe giustificato i sei fori di proiettile trovati durante l'autopsia quali legittima difesa perché si sentiva come "un bambino di cinque anni fermo di fronte ad Hulk Hogan".

Tutto questo era bastato a scatenare forti disordini già quest'estate con l'uccisione di un secondo ragazzo il 19 Agosto, Kajieme Powell, che per protesta aveva sfidato la stessa polizia a sparargli. E così è stato. Sono seguiti mesi di indagini, di talk e di interviste. Il 26 Novembre l'emittente televisiva ABC ha ascoltato Wilson il quale ha detto che il motivo per cui si sente la coscienza a posto è perché ha fatto bene il suo lavoro.

Queste parole insieme alla decisione del grand jury, sono state il propulsore dei disordini che hanno interessato l'intero paese, da San Francisco a Boston, da Chicago ad Albuquerque, da Minneapolis ad Oakland fino a Los Angeles. In uno scenario per la maggior parte pacifico non sono mancati arresti, a centinaia in California, blocchi del traffico, boicottaggio degli acquisti nel Black Friday, il giorno dopo la festa del Ringraziamento e violenti scontri con la polizia. Nel Missouri una ragazza incinta è stata persino ferita a un occhio da un proiettile di gomma.

 

(foto Andrew Kelly/Reuters)

 

Sullo sfondo di queste proteste sono stati visti più volte alcuni membri della Oath Keepers, letteralmente 'coloro che tengono fede al giuramento'. Vestono in mimetica, si dicono difensori della Costituzione e sono pronti a difenderla contro chiunque la vìoli. A St.Louis, la città nella quale l'agente Wilson uccise Michael Brown, erano sui tetti di alcuni negozi, per difendere gratuitamente queste proprietà.

"Siamo in difficoltà" - ha riferito un negoziante - "e averli attorno ci fa sentire più sicuri"

 

 

(foto Robert Cohen)

 

Sono stati anche ascoltati dalla polizia, la quale ha permesso loro di rimanere. Fino a Sabato però, giorno in cui, dopo l'interesse crescente dei media, è stato intimato loro dalla polizia della Contea di St.Louis di scendere dai tetti perché operano senza alcuna licenza.

"Sappiamo quanto sia facile appiccare un incendio alle attività commerciali, siamo qui per impedirlo."

Su tutto il territorio nazionale sono circa 35.000 volontari tra veterani ed ex-marine. Ci tengono a ribadire che si prodigano gratuitamente per mantenere la sicurezza sia dei manifestanti che del resto dei cittadini. Tuttavia, nonostante molti di loro siano armati di secchi d'acqua e armi non letali, altri imbracciano fucili col silenziatore. Sam Andrews intervistato da Sky News dice che il suo gruppo è preparato a usare la forza per difendere la proprietà.

"Gli abbiamo dato le chiavi dei nostri negozi." - dice un dentista di St.Louis - "non sappiamo molto di loro, ma c'è una sorta di rapporto di fiducia sulla parola e così ci sentiamo più sicuri."

Il fondatore di questa militia armata Stewart Rhodes, che si è laureato in legge a Yale, dice che ha fondato gli Oath Keepers a difesa dei diritti costituzionali. E questi diritti, secondo il membro degli Oath Sam Andrews, possono essere facilmente violati quando la polizia e la Guardia Nazionale non sono più in grado di mantenere la protesta dei cittadini.

Tra i dieci punti del decalogo degli Oath Keepers ve n'è uno che recita "non obbediremo ad alcun ordine che sia volto a impedire alla gente di parlare liberamente, di riunirsi pacificamente e di presentare al governo una petizione per correggere le ingiustizie"

L'organizzazione di Rhodes dice che gli Oath hanno delineato una linea dalla quale si evince che sono persone che non eseguono solamente degli ordini e a vessillo della militia c'è anche uno slogan che recita "not on our watch" ripreso da una campagna di sei anni fa contro il genocidio nel Darfur. All'epoca venne fondata da George Clooney e Matt Damon un'organizzazione non governativa con lo scopo di metter fine alle atrocità presenti nel mondo contro l'essere umano.

WHAT WE ARE NOT
Continua il capitano Gregory Gooch - "noi non promuoviamo la violenza, né la rimozione dalla loro carica di persone regolarmente elette, non difendiamo altro che la Repubblica Costituzionale così come descritta nella Carta di Dichiarazione dell'Indipendenza, non promuoviamo alcun atto di aggressione contro persone e organizzazioni, né facciamo differenza alcuna di razza, religione o affiliazione politica, non discriminiamo gli orientamenti sessuali"

 

 foto dal sito degli Oath Keepers, 30 nov 2014

si invitano i membri a raggiungere i luoghi della protesta 

 

Conclude Andrews da Ferguson - "Qui a St.Louis siamo più di 5 e meno di 500 e soltanto il 10% di noi è afroamericano. Capiamo perfettamente la gente che protesta, e probabilmente in molti c'è un senso di patriottismo, ma nella maggior parte di loro c'è anche qualcos'altro che ancora non riconoscono."

Chissà se parlava proprio di loro.

 

Alberto Oliva

(foto in testa, Huy Mach)