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Piombino e South Stream, dall'Algeria le risposte di Renzi

Sicilia

ALGERI, 2 DICEMBRE 2014 - Il premier, in visita in Algeria, ha incontrato il presidente della Repubblica Abdelaziz Bouteflika e Ahmed Ouyahia per discutere sulla proposta di acquisizione del gruppo siderurgico Lucchini di Piombino ad opera della Cevital.[MORE]

<< Un ottimo passo avanti nelle relazioni tra Italia e Algeria >> dichiara Matteo Renzi che, mediante l'operazione guidata da Issad Rebrab, presidente della Cevital, permetterà di salvare duemila posti di lavoro. Rebrab avrebbe intenzione di realizzare due nuovi forni elettrici per la produzione d'acciaio e inserire un impianto agroindustriale nella vecchia acciaieria che, bonificata, permetterebbe l'assunzione di 500 operai. Da fonti vicine alla società, che ha sbaragliato la concorrenza del gruppo indiano guidato da Sajjan Jindal, giungono notizie sulla riattivazione dell'Hotel Centrale da parte di Rebrab con conferme in merito al primo incontro ufficiale tra il presidente algerino e i sindacati dell'acciaieria previsto per giovedì. Nel frattempo il Ministero dello Sviluppo ha dato il via libera all'operazione che frutterà investimenti di circa 400 milioni di euro e l'assunzione immediata di 1860 dipendenti. Il ministro Guidi ha espresso la propria soddisfazione per le prospettive di rilancio del settore che nasceranno con il procedimento di acquisizione. Da Algeri, il premier rilascia ulteriori dichiarazioni sostenendo l'importanza di esplorare maggiori rapporti con i paesi africani, in un confronto Nord- Sud che potrà comportare delle importanti collaborazioni.

Frasi rilevanti dunque per il panorama economico nazionale alle quali Renzi aggiunge rassicurazioni per gli eventuali blocchi dei rapporti con la Russia di Putin e l'Est. È di ieri infatti l'avvertimento che ha investito l'Europa da Ankara, dove Vladimir Putin era in conferenza stampa con Recep Tayyp Erdogan. Dichiarazione proclamata in virtù delle resistenze mosse dall'Ue nei confronti della Bulgaria a proposito del progetto South Stream, prevedente l'investimento di 16 miliardi di euro per la creazione del gasdotto che dal 2018 avrebbe fornito il gas russo all'Europa, aggirando l'Ucraina. << Se l'Europa non vorrà realizzarlo, non verrà realizzato >> a queste parole ha fatto eco Alexej Miller, ceo di Gazprom, << Il progetto è finito >> intanto la Russia soffre il crollo del rublo e il ribasso dei prezzi del petrolio . Nonostante la partecipazione di Eni al progetto per il 20%, Renzi sostiene che in Italia non si avvertiranno immediate preoccupazioni in merito al blocco di South Stream e a proposito dell'atteggiamento dell'Europa sottolinea il condizionamento determinato dalla procedura di infrazione aperta dall'Ue verso la Russia.

Deviazioni dunque dal Cremlino e da Palazzo Chigi che vedranno possibili aperture del primo verso il Medio Oriente, sfruttando le frizioni con Washington e Strasburgo, e del secondo in espansioni meridionaliste.

 

Fonte Foto: europaquotidiano.it

Ilary Tiralongo