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"Quattro" e un alter ego: all'Auditorium, Raf Ferrari 4tet insieme all'attore Francesco Stella

Lazio

ROMA, 19 SETTEMBRE 2015 -  Riceviamo e pubblichiamo - Jazz, musica classica e contemporanea, funk e rock-pop: sabato 19 settembre alle ore 21, al Teatro Studio "Gianni Borgna" dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, sarà in scena con un concerto-reading onirico e avvolgente il Raf Ferrari 4tet guidato dal colto e raffinato pianista di origini lucane Raffaele Ferrari.

Presenterà il nuovo e terzo album "Quattro", in uscita il giorno stesso con l'etichetta Heliconia, attraverso uno spettacolo autobiografico in cui è soprattutto il leader a rappresentare se stesso e a raffigurare con singoli ritratti musicali gli altri tre componenti dell'ensemble: il violoncellista Vito Stano, il contrabbassista Guerino Rondolone e il batterista Claudio Sbrolli.

Suo alter ego, l'attore Francesco Stella che leggerà dunque i suoi monologhi, presenti anche nel booklet del disco: un concept album che, attraverso due suites e il numero quattro, va a raccontare l'inizio di un percorso e il successivo incontro di quattro differenti vite, personalità e radici musicali che da dieci anni hanno creato un sodalizio di grande valore artistico sotto il nome di Raf Ferrari 4tet. [MORE]

"Tutto nasce da un sogno fatto da bambino, dove una cara persona a cui ero affezionato mi appare mostrandomi un numero." Questo numero diviene per Raf Ferrari una sorta di ossessione e si ripresenta a tappe differenti, nel tempo: "Da allora ci penso: ancora altri quattro giorni? Quattro anni? Quattro figli? Quattro madri? Quattro donne? Quaranta anni? Quaranta quattro anni e basta? Dinanzi a me un solo numero....e gli fa strada il tempo…"

“Utiemp" è la traccia che apre "Quattro", prima suite che dà il titolo al disco, dedicata al contrabbassista del quartetto Guerino Rondolone. "Figura apparentemente fredda, stabile, precisa…ma sarà vero?"

Il brano "Microictus" è il "fantasma" del violoncellista Vito Stano: "Personaggio a tratti buffo che sembra perdere la parola di fronte ad una forte emozione, ma decisamente dolce ed elegante nel linguaggio e nell’approccio con le persone. Proprio mentre sto componendo per lui mi giunge la notizia che diventerà padre nuovamente. L’inserimento nel brano di una ninna nanna diventa obbligato...".

Il terzo brano "E’" è una ipercontrazione di Fefè, Raffaele: è l'autore che in musica descrive se stesso.
La traccia "L’urlo", dedicato al batterista Claudio Sbrolli, avrebbe come sottotitolo immaginario "La disfatta di Moncalieri" e "racconta" una breve disavventura vissuta dal quartetto, nonché l’urlo isterico al culmine dell'esperienza.

L'altra suite eseguita, "Le stagioni", è una dedica alle quattro stagioni a partire dall’autunno per finire con "Estate", ballad che chiude l'album.

Nel live, così come nel disco, libera improvvisazione, strutture ritmiche incalzanti, ma anche forma-canzone, temi cantabili, elementi popolari e spazi decisamente swing che si fondono con momenti di dolcezza.

La formazione
 

Raffinato e atipico quartetto – allo standard jazz trio piano, contrabbasso e batteria si affianca il violoncello – il Raf Ferrari 4tet nasce nel 2006 dopo una lunga collaborazione sinergica tra Raffaele Ferrari, colto e talentuoso pianista e compositore, e il violoncellista Vito Stano, estendendo poi il sodalizio al contrabbassista Guerino Rondolone e al batterista Claudio Sbrolli con i quali si va a costruire un interplay avvolgente e suggestivo, unito a una profondità di contenuti lirica e melodica. I primi due intensi album, "Pauper" e "Venere e Marte" hanno ricevuto eccellenti critiche dalla stampa di settore e riconoscimenti ai Jazzit Award.