Ricordando #dongallo: per me il peccato è assenza d'amore

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GENOVA, 22 MAGGIO 2013 - “Voglio una chiesa che non sia sempre pronta a condannare, ma sia sol...

GENOVA, 22 MAGGIO 2013 - “Voglio una chiesa che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna.” Questa l'ultima volontà del padre degli “ultimi”, del padre buono, pronto a lottare, a camminare fianco a fianco dei più deboli per dargli voce, giustizia, valore. 

Don Andrea Gallo è morto stamane all'età di 84 anni, nella Comunità di San benedetto al Porto da lui stesso fondata verso la fine degli anni '70, comunità creata con un unico scopo: quello di essere una casa, un tetto che proteggesse, braccia aperte pronte ad accogliere i più deboli, i poveri, gli emarginati. Una casa dalle fondamenta forti, come le battaglie fatte dallo stesso Don Gallo per tutta la sua vita, battaglie che parlavano di amore, eguaglianza sociale, solidarietà. Lotte che hanno lasciato un segno indelebile non solo nella storia, ma nell'anima.

Lotte gravide di una morale non corrotta, di ideali che andavano controcorrente, la fiamma dell'amore verso l'umanità rendeva Don Andrea Gallo non solo un “Che Guevara” dei tempi moderni, come molti lo hanno definito, ma un padre di tutti gli uomini, un medico non solo dell'anima, ma un medico della morale.

Scende nelle piazze assieme alla gente, alla sua gente, protesta assieme ai disoccupati, manifesta al fianco delle coppie omosessuali affermando “la coppia di fatto è amore!” Tutto pur di non far morire la fiamma di quel cristianesimo che non condannava, ma accoglieva: “Io trovo del cristianesimo negli altri, trovo del cristianesimo nelle prostitute, trovo del cristianesimo nei miei carissimi barboni, trovo del cristianesimo nell'ateo.” Don Andrea Gallo si mischiava tra la gente, era e continua ad essere tutti.

Lo hanno definito il “prete rosso”, colui che è riuscito a far sposare comunismo e cristianesimo. “Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx.” Che Guevara, in una lettera d'addio ai suoi figli scrisse poche e semplici parole che rispecchiano profondamente le idee che hanno mosso Don Gallo fino all'ultimo istante: “Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo.”

(immagine da www.asca.it)

Rossella Assanti

 

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