Rifiutata dagli Atenei perchè disabile

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BARI, 09 AGOSTO 2012 - Si chiama Rossana Lovino ed è una piccola donna di appena quaranta chi...

BARI, 09 AGOSTO 2012 - Si chiama Rossana Lovino ed è una piccola donna di appena quaranta chili per novanta centimetri. Ciò nonostante, la grave patologia che le impedisce di crescere, non ha limitato le sue grandi capacità intellettive. La ragazza è dotata di una spiccata intelligenza che le ha permesso di diplomarsi con cento e lode. 

Vive a Ruvo di Puglia e frequentava il liceo classico Sylus, che si era attrezzato in modo tale da consentirle di seguire le lezioni da casa. Impossibilitata ad alimentarsi da sola e costretta sulla sedia a rotelle fin da quando era bambina, Rossana utilizzava un computer in grado di tradurre in parole i codici e le cifre che lei digitava, inoltre poteva comunicare con i compagni ed i professori tramite webcam. 

Ha scritto una tesina eccellente per l'esame di maturità, che trattava la metafora del viaggio come esperienza profonda durante la lettura dei libri. I professori, durante i cinque anni di liceo, si sono sempre complimentati sia con la ragazza che con i genitori per via dell'ottima preparazione e dell'impegno di Rossana. 

Ora che è diplomata, sogna di diventare psicologa, ma più passa il tempo, più il sogno sembra sempre più lontano. Nessuna facoltà di Psicologia ha accettato l'iscrizione della studentessa, con la giustificazione che costerebbe troppo installare i dispositivi per consentirle di seguire le lezioni da casa. 

I genitori si sono rivolti agli Atenei pugliesi ed anche all'Università Cattolica di Roma, ma solamente la facoltà di Sociologia di Urbino le ha dato la possibilità di iscriversi. Quest'ultima ha proposto ai genitori di ricevere le registrazioni delle lezioni tramite Dvd, ma alla madre ed al padre di Rossana sembra che si tratti di una proposta limitante, presentata con l'unico fine di non apparire anti-costituzionali. I genitori stanno dunque valutando l'offerta, essendo l'Ateneo l'unico a non aver rifiutato l'ammissione di Rossana a priori. 

L'esperimento condotto dal liceo Sylus, che ha consentito alla studentessa di partecipare alle lezioni e di effettuare test e verifiche didattiche, è una dimostrazione pratica del fatto che sia possibile garantire alla ragazza un'istruzione. 

Risulta difficile all'opinione pubblica credere che l'installazione di un computer, per quanto esso possa essere particolare, e di una webcam risultino così costosi da impedire a Rossana di seguire le lezioni.
I genitori della ragazza hanno potuto esercitare, fino ad oggi, il diritto della figlia a ricevere un'istruzione grazie alla collaborazione del liceo Sylus, ma il futuro sembra non esaudire le aspettative di una comune famiglia che richiede di continuare ad esercitare un proprio diritto.

(Foto da www.freestockphotos.biz)

Alessia Malachiti

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