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Riflessione di Don Pino Latelli sulla stanchezza da pandemia

Calabria > Catanzaro

«È  necessario non mollare o abbassare la guardia proprio adesso che stiamo vedendo la fine di un incubo».  Così Don Pino Latelli, parroco in solido del Carmine di Lamezia Terme, inizia la sua riflessione sulla  stanchezza da pandemia che in tanti sta procurando tensioni, ansia, reazioni aggressive e paure. 

« È  ormai da più di un anno – continua il sacerdote – che siamo sottoposti continuamente a eventi che inducono allo scoraggiamento e allo sconforto e riducono al minimo la capacità di resistenza allo stress . Non dobbiamo però rassegnarci o ricadere nella paura perché la fine della pandemia è più vicina da quando è iniziata la campagna di vaccinazione e sono tanti ed evidenti i segnali di speranza che ci spingono a non lasciarci vincere dalla stanchezza.

Tutti, in quest’anno segnato dalla sofferenza e dalle preoccupazioni, hanno fatto la propria parte pur tra molteplici difficoltà. Pensiamo alla fatica e alla dedizione dei medici, degli infermieri, di tutto il personale sanitario impegnati negli ospedali e nelle strutture sanitarie dove , rischiando la propria vita e, a volte, in condizioni critiche, si prendono cura di chi è nel bisogno con tenerezza, amore e professionalità.

Tanto il  lavoro straordinario da parte della Chiesa italiana, delle Caritas diocesane e parrocchiali per alleviare le situazioni di difficoltà soprattutto dei poveri, dei deboli, degli invisibili.  Eloquente ed edificante l’amore e la vicinanza verso gli ultimi e gli scartati testimoniati con gesti di attenzioni e  carità di Papa Francesco e del nostro Vescovo Giuseppe Schillaci.

«Anche noi sacerdoti – ricorda Don Pino - abbiamo vissuto tanti momenti di smarrimento e di paura, ma la fede ci ha spinto a tenere fisso lo sguardo su Cristo Crocifisso e Risorto nel quale abbiamo contemplato l’immensità dell’amore del Padre per noi che ancora oggi, in quest’ora di sofferenza, ci sta accanto e ci ama. Abbiamo portato avanti la nostra missione al servizio di tutti continuando senza sosta ad annunciare il Vangelo, portando conforto a malati, benedicendo i morti di covid, rimanendo in contatto con i nostri parrocchiani e sostenendo coloro che si trovano in difficoltà economica.

Parole di incoraggiamento e di speranza – prosegue il parroco - sono contenute nel Messaggio Pasquale del Vescovo di Lamezia Terme Monsignore Giuseppe Schillaci nel quale  sostiene che «la nostra fede nel Cristo morto e risorto  ci permette di scorgere il bene dove sembra esserci solo malvagità e cattiveria, di vedere la luce dove, invece, ogni cosa ci appare avvolta e pervasa di tenebre e buio. Proviamo, da uomini e donne di fede, prosewgue il  Vescovo -  a non perdere mai la fiducia e la speranza su ogni realtà, situazione, persona, evento, che ci circonda, ci attraversa, ci riguarda. Proviamo a contemplare, in questo tempo strano, difficile, complesso, Cristo redentore dell’uomo, cuore del cosmo e della storia».

Anche Papa Francesco, nel corso della Benedizione Urbi et Orbi, ha ricordato che «Cristo risorto è speranza per quanti soffrono ancora a causa della pandemia, per i malati e per chi ha perso una persona cara. Il Signore dia loro conforto e sostenga le fatiche di medici e infermieri» ed ha aggiunto: «Il Crocifisso Risorto è conforto per quanti hanno perso il lavoro o attraversano gravi difficoltà economiche e sono privi di adeguate tutele sociali. Il Signore ispiri l'agire delle autorità pubbliche perché a tutti, specialmente alle famiglie più bisognose, siano offerti gli aiuti necessari a un adeguato sostentamento. La pandemia – ha concluso il Pontefice - ha purtroppo aumentato drammaticamente il numero dei poveri e la disperazione di migliaia di persone».

«Il pensiero del futuro – continua Don Pino Latelli - ci inquieta profondamente e non è ancora chiaro, nonostante la campagna di vaccinazione, quando tutto questo finirà. Abbiamo desiderio e bisogno di incontrarci, darci la mano, vederci, abbracciarci, tornare alla normalità. La liturgia della Messa di Pasqua ci ha ricordato che Cristo è risorto, che il peccato e la morte sono sconfitti, che una vita nuova è già presente e risplende in mezzo a noi.

È  vero, ci sentiamo provati e stanchi ma non schiacciati e disperati perché la fede nel Cristo risorto ci spalanca una strada verso un futuro migliore ed è la nostra potente risorsa per guardare avanti con nuova speranza e fiducia. Dobbiamo essere certi che l’amore, la vita e la gioia sono più forti della morte e della tristezza: basta solamente guardare Gesù risorto.

Dobbiamo dunque resistere con tutte le nostre forze e combattere la stanchezza senza lasciarci sopraffare  dallo spirito di rassegnazione: siamo certi – conclude don Pino -  che il Signore Risorto è con noi, ci ama e che stiamo per raggiungere il traguardo della fine della pandemia».

Lina Latelli Nucifero

Foto: Don Pino Latelli