"Rumore di acque" in scena al Teatro Kismet

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BARI, 16 APRILE 2012- SOS, esse o esse, essere o non essere. Un barcone pieno di corpi che gridano e...

BARI, 16 APRILE 2012- SOS, esse o esse, essere o non essere. Un barcone pieno di corpi che gridano e pregano, ammassi di braccia, gambe, teste in cui la vita non è più proprietà di nessuno. “Come si fa? Come si fa? Come si fa?” Una manovra sbagliata e il barcone si spezza in due. “Vaglielo a spiegare poi al Ministro degli Inferni!”.


l punto di partenza di “Rumore di acque” andato in scena al Teatro Kismet di Bari è Mazara del Vallo, luogo carico di storie e dolori di tutti quei profughi che hanno provato a raggiungere pieni di speranza le nostre coste, in fuga dalla Libia di Gheddafi. Lo spettacolo del Teatro delle Albe di Marco Martinelli con Antonio Renda e i Fratelli Mancuso, ripercorre in diverse tappe le vicissitudini di clandestini protagonisti senza nome che quotidianamente continuano a morire sulle nostre coste.


Su una fantomatica isoletta tra l’Europa e l’Africa, Antonio Renda nei panni di un generale dalla voce rugginosa, svolge l’ingrato compito di contare i cadaveri e identificarli con numeri. Quei numeri senza volto, di cui nessuno piangerà la “sorte/morte”, piccole vite inabissate “con le perle al posto degli occhi” divorate dai pesci famelici avidi di cibo, dietro i quali si celano metaforicamente gli scafisti che traghettano spesso le anime verso un luogo di non ritorno.

Roberta Lamaddalena
 

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