Scontri a Genova, Stefano Origone racconta “Ho creduto di morire”

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Genova, 25 Maggio - Stefano Origone, cronista di Repubblica rimasto seriamente ferito durante gli sc...

Genova, 25 Maggio - Stefano Origone, cronista di Repubblica rimasto seriamente ferito durante gli scontri tra poliziotti e manifestanti a Genova giovedì sera, ha subito ieri un intervento alla mano sinistra.Con il corpo ricoperto da dolori e lividi, il giornalista racconta quei terribili momenti in cui ha creduto di perdere la vita  Ricoverato nel reparto intensivo presso l’ospedale di Galliera, ha subito una riduzione delle fratture su due dita che, secondo quanto riferisce Repubblica, gli sono state ridotte a briciole dalle manganellate degli agenti di polizia che colpivano mirando alla testa. Nella colluttazione ha riportato anche una frattura ad una costola, sempre sul fianco sinistro, causata da un calcio con i pesanti scarponi militari che hanno lasciato evidenti segni, alcuni a forma di anfibio, proprio sotto l’ascella e dietro la schiena.

Il fatto è accaduto giovedì scorso, a Genova, piazza Marsala, durante un comizio di Casapound. La polizia ha creduto necessario respingere con i lacrimogeni circa 300 manifestanti antifascisti. La risposta è prontamente arrivata con il lancio di sassi e materiale pericoloso. Durante il conflitto sono rimaste ferite 5 persone tra cui il giornalista. E proprio un agente, il vicequestore Giampiero Bove, è il salvatore del cronista. L’agente, riconosciuto l’uomo a terra braccato dai colleghi, è intervenuto a bloccare il pestaggio facendo scudo per allontanarli dal corpo inerme del giornalista. “Mi ha salvato. Gli sarò per sempre grato" le parole di Stefano Origone dal letto di Ospedale in cui sta affrontando dolori e paure, con l’ausilio anche di una psicologa.

«Mi sembravano degli animali in gabbia: stanchi, esasperati dalle provocazioni degli antagonisti. Rabbiosi. Ad un certo punto ho avuto l’impressione che volessero solo andare al di là delle barriere in acciaio, sfogare tutta la loro frustrazione» racconta Stefano “Ho pensato di morire, non mi vergogno di dirlo (…) mi sono ritrovato a terra, gridavo fino a piangere. Poi un grosso scarpone vicino al volto e all’improvviso il buio”.

Il presidente Sergio Mattarella ed il presidente Roberto Fico lo hanno contattato telefonicamente per assicurarsi sulle condizioni di salute mentre numerose scuse sono giunte dagli agenti di polizia, dal questore di Genova, Vincenzo Ciarambino e del capo della squadra mobile Marco Calì, i quali hanno ufficializzato le scuse con una visita in ospedale. Si attendono prese di posizione da parte dei due vicepremier Salvini e Di Maio e dal premier Giuseppe Conte che ancora non si sono pronunciati sulla vicenda.

 Petriglia Tiziana

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