Settimana del Cervello al Centro Culturale "Samarcanda" di Lamezia

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LAMEZIA TERME (CZ) 15 MARZO - Il cervello è l’organo più complesso del cor...

LAMEZIA TERME (CZ) 15 MARZO -  Il cervello è l’organo più complesso del corpo umano ed è composto da miliardi di cellule (neuroni) che sviluppano in media 10.000 connessioni con le cellule vicine. Ha molte funzioni oltre all’apprendimento e alla memoria. Funge, tra l’altro, da centrale di controllo per le sensazioni e il movimento in quanto, grazie al cervello e al sistema motorio, si determina qualunque movimento del corpo. È in costante rimodellamento ed è proprio per questo che si deve mantenere sempre in esercizio per garantirne l’efficienza. Al contrario di quello che la scienza ha creduto finora, il cervello continua a rigenerarsi anche negli individui adulti ricevendo ogni giorno migliaia di cellule nervose appena formate.

Su questa scoperta, che costituisce una vera rivoluzione delle teorie correnti sul cervello e sul nuovo modo del funzionamento della mente, si è imperniato l’incontro organizzato dal Centro Culturale “ Samarcanda” di Lamezia Terme in occasione della Settimana del Cervello istituita nel 1996 dalla Diana Alliance for Brain Initiatives, alla quale partecipano ogni anno, a marzo, società scientifiche e professionisti–psicologi, neuropsicologi, psicoterapeuti, biologi, medici impegnati a spiegare la funzione del cervello.

La campagna in Italia è organizzata e coordinata da Hafricah.net, portale di divulgazione neuroscientifica partner della Dana Foundation. Dopo una breve introduzione sulla alfabetizzazione delle emozioni, la presidente dell’associazione Manuelita Iacopetta ha dato la parola alla psicologa Ilaria Zaffina che ha illustrato le diverse tipologie di emozioni e sentimenti sottolineando la necessità di conoscere le emozioni e di saperle dominare per poter gestire rapporti più tranquilli con le persone che ci stanno accanto. Le emozioni sono connesse ad un determinato momento e ad una determinata situazione che ci rende tristi, allegri, irascibili, e indicano un segnale, un avvertimento, una ricerca di attenzione da parte di terzi. Anche se «non possiamo cambiare – secondo Ilaria Zaffina - le situazioni spiacevoli, possiamo imparare a sentirci meglio cambiando il nostro modo di pensare». Caterina Ermio, direttore facente funzione dell’unità di Neurologia all’ospedale di “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme, affrontando l’argomento a livello scientifico, si è soffermata sui meccanismi neurologici che presiedono le emozioni e sull’influenza dell’ambiente sul cervello partendo dal concetto di network. «Infatti – ha precisato – ognuno di noi è un tutt’uno con l’ambiente che lo circonda, con la sua storia, con il proprio patrimonio culturale e ogni emozione che sperimentiamo passa attraverso una serie di dinamiche che riguardano ognuno di noi».

Da qui gli effetti negativi del disastro ambientale che l’uomo ha creato negli ultimi 50 anni, del disboscamento, dell’inquinamento dell’ambiente, della cattiva alimentazione che incide sulla formazione dei tumori. Pertanto occorre ragionare «sui comportamenti che possono condizionare negativamente e positivanmente il nostro cervello» ha precisato la Ermio. Di notevole rilievo l’intervento sul rapporto tra messaggi pubblicitari ed emozioni di Maria Teresa Di Benedetto, dottoressa in Psicologia della Comunicazione e del Marketing, la quale, attraverso un messaggio- audio, ha esposto i risultati della sua tesi sperimentale relativi agli effetti sulla mente di alcuni spot anti – fumo. A coronamento dell’incontro, la professoressa Michela Cimmino ha ricordato la connessione tra la mente e il bello, l’arte, l’alimentazione su cui il centro culturale incentra le proprie attività culturali.

Foto: Iacopetta Zaffina Ermio

Lina Latelli Nucifero

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