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Stati Uniti: sale il Pil del 5%

Friuli Venezia Giulia

WASHINGTON (STATI UNITI), 23 DICEMBRE 2014 - Rispetto allo stesso periodo di tre mesi prima, il Pil degli Stati Uniti "esplode", con una crescita del 5%. Il risultato è parso sorprendente agli economisti, perché era dal 2003 che non si verificava e potrebbe avere anche buone ripercussioni anche sui mercati internazionali.

La notizia è arrivata inaspettata in quanto, dopo il periodo del Fiscal Compact, gli economisti avevano ipotizzato sì una crescita, ma sottostimandola: per esempio, il Pil era atteso al rialzo, ma solo del 4,3%. Stabile anche l'inflazione negli Stati Uniti, che si attesta, in tutto il 2014, all'1,5%. Il presidente Barack Obama ha commentato così quanto avvenuto: "(...) c'è ancora molto da fare per assicurarsi che tutti gli americani possano condividere la ripresa".[MORE]

Gli effetti sull'economia internazionale

Se da un lato, l'aumento del Pil americano rende più forte il dollaro, dall'altro rende più stabili i mercati per quanto riguarda il petrolio. Con una sostanziale stabilità, l'Euro scende oggi con un tasso di cambio inferiore a 1,22 rispetto al dollaro.

Sui mercati incidono anche le strategie politiche dei vari Paesi: oltre all'avvio della Legge di Stabilità e l'attuazione del Jobs Act di Renzi, la generale stabilità (seppur limitata nel tempo) riesce a dare segnali positivi in Borsa.

A Milano, il Ftse Mib sale dell'1%, mentre aumentano rispettivamente dello 0,3% e dello 0,2% Londra e Francoforte: benissimo per la Francia, dove Parigi si attesta al +1,1%.

(Foto trend-online.com)

Annarita Faggioni