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Tumori, scoperta la proteina che causa la metastasi

Emilia Romagna

BOLOGNA, 9 DICEMBRE - I ricercatori dell’Istituto Svizzero di Ricerca Sperimentale contro il Cancro, del Politecnico Federale di Losanna, sono riusciti a isolare una proteina, chiamata periostina, indispensabile perché il tumore riesca a sviluppare metastasi. Gli stessi studiosi hanno creato un anticorpo che rende improduttiva la stessa proteina.

Il risultato della ricerca è sorprendente: i ricercatori svizzeri sono stati in grado di dimostrare quali siano le condizioni indispensabili che permettono al tumore di diffondersi.[MORE]

"In particolare siamo riusciti a isolare una proteina, la periostina, nelle nicchie dove si sviluppano le metastasi. Senza questa proteina le cellule staminali del cancro non possono sviluppare metastasi", ha spiegato Joerg Huelsken, responsabile della ricerca.

Le cellule tumorali possono diffondersi in tutto il corpo del malato, anche se non sempre si trasformano in metastasi, poiché le cellule non sono tutte uguali. Infatti, solo alcune, chiamate “cellule staminali del cancro”, possono attivare la metastasi.

“Le cellule cancerose hanno la capacità di diffondersi, partendo dal tumore primario, in tutto il corpo. Non tutte però formano metastasi”, affermano i ricercatori, “ Quelle in grado di farlo sono le staminali del cancro, che però necessitano di un terreno favorevole per riprodursi. Questo terreno ideale viene creato grazie alla presenza della famigerata proteina che, nel caso fosse assente, lascerebbe le cellule potenzialmente maligne in stato d’inattività o addirittura porterebbe alla loro eliminazione”.

La periostina è una proteina che si ritrova generalmente nella matrice cellulare e occupa un ruolo di primaria importanza nella crescita dell’embrione e del feto. Negli adulti si ritrova in alcuni tessuti e organi come intestino, cute, ossa e ghiandola mammaria.

La ricerca è stata condotta su topi: coloro che non possiedono la proteina sono risultati essere resistenti alla formazione delle metastasi. Non è ancora “ufficiale” che la stessa procedura possa ottenere gli stessi risultati sugli esseri umani.

"Abbiamo sviluppato un anticorpo che aderisce a questa proteina rendendola inoperativa, e speriamo in questo modo di essere in grado di bloccare il processo di formazione delle metastasi", hanno comunicato i ricercatori, precisando che "Non siamo nemmeno sicuri se saremo in grado di trovare un anticorpo equivalente per gli esseri umani".

Lo studio è stato pubblicato on line su Nature. “Riuscire a prevenire le ripetizioni a distanza dei tumori primari rappresenterebbe una delle armi più forti e vincenti per combattere il cancro” ha dichiarato il responsabile dello studio, Joerg Huelsken. La sfida del futuro sarà di riuscire a essere capaci di rendere inoperosa la stessa proteina nell’uomo.

In Italia, solo nel 2007 sono morte 572.881 persone: dati inquietanti, che fanno paura. La ricerca può fare ancora molto, ma anche la prevenzione è fondamentale.

Sabrina Brandone