Utero in affitto, Corte di Strasburgo: niente figli senza un legame biologico

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STRASBURGO, 24 GENNAIO - La Corte dei diritti umani di Strasburgo, ribaltando un pronunciamento dell...

STRASBURGO, 24 GENNAIO - La Corte dei diritti umani di Strasburgo, ribaltando un pronunciamento della stessa corte del 27 gennaio 2015, ha stabilito che una coppia non può riconoscere un figlio come suo se il bimbo è stato generato senza alcun legame biologico con i due aspiranti genitori e grazie ad una madre surrogata. Con questa sentenza la Corte limita le pratiche di 'utero in affitto' e dà ragione all’Italia riguardo la vicenda di una coppia sposata a cui era stata negata la possibilità di riconoscere come proprio figlio un bambino nato in Russia da madre surrogata. Per la Corte non è stato violato alcun diritto.  

In merito l'avvocato trentino Alexander Schuster, ricercatore del gruppo di biodiritto e biogenetica dell'Università di Trento, ha detto: «La sentenza di Strasburgo è un cambio radicale rispetto a quella di primo grado: non viene più considerata la vita familiare del bambino come da proteggere. La sentenza è stata decretata con undici voti a sei, ribaltando i cinque a due del primo grado». «Viene quindi affievolita - ha aggiunto - la dimensione genitoriale a favore dello sviluppo personale degli adulti. Il fatto viene infatti inquadrato come rispetto dei singoli e della loro vita privata. Di conseguenza lo Stato ha il diritto d'intervenire d'urgenza in situazioni di cosiddetto abbandono. Per questo viene sancito che l'Italia non ha ecceduto. Il punto è che si parla di abbandono dal momento che non era stata riconosciuta la genitorialità, ma c'era un passato di vita familiare».

«Per fortuna – ha detto in conclusione l'avvocato - la giurisprudenza italiana e i Tribunali dei minori sono andati oltre. Nessuno si sogna di togliere un figlio per l'assenza di un legame genetico».

[foto: ilfattoquotidiano.it]

Antonella Sica

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