Vendola: "si è perso il senso di cosa sia il diritto allo studio"

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BARI, 25 MAGGIO - “Oggi è in corso una regressione della nostra scuola e della nostra U...

BARI, 25 MAGGIO - “Oggi è in corso una regressione della nostra scuola e della nostra Università in termini di selezione classista perché quando in una famiglia, con un unico stipendio e con condizioni di disagio economico, i livelli superiori di istruzione sono interdetti a causa delle tante barriere sociali, vuol dire che siamo in un moderno ottocento che si affaccia nella vita delle famiglie”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola alla conferenza regionale di programmazione sul diritto allo studio dell’istruzione universitaria.

La manifestazione, organizzata dall’Assessorato al Diritto allo Studio della Regione Puglia, si è svolta, come previsto tra grande partecipazione e mobilità da parte di tutti, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Bari. Al centro del dibattito uno dei temi più sensibili di questo periodo: il diritto allo studio.
“Progressivamente si è perso completamente il senso di cosa sia il diritto allo studio – parole di Vendola - oggi è un’attività acrobatica di sopravvivenza soprattutto per gli studenti delle aree meno avvantaggiate, per gli studenti appartenenti agli strati sociali più svantaggiati della nostra popolazione. Il diritto allo studio è un arrampicarsi sugli specchi in una condizione per la quale gli apparati formativi sono sempre più impermeabili alla domanda di istruzione dei ceti popolari. Viviamo in un clima che scientificamente delegittima la cultura e gli apparati della formazione. Si è insinuata l’idea che il titolo di laurea diventa sempre più irrilevante nel suo peso sociale. E quando i titoli di laurea diventano irrilevanti, trainano agevolmente quella sorta di pregiudizio nei confronti della cultura, la cultura cioè non è la benzina nel motore della società. Questo pregiudizio si trasforma in una specie di ritirata strategica del pubblico rispetto ai propri doveri nei confronti della promozione del diritto allo studio. La condizione diventa quindi drammatica”.
L’Assessore regionale per il Diritto allo Studio Alba Sasso, durante il convegno, ha introdotto il dibattito puntando sull’importanza della politica nazionale nel poter cambiare linea d’azione, “non si può risparmiare sul futuro, tanto più facendo cassa in quegli ambiti in cui altri Paesi europei investono continuamente e sempre di più, ritenendoli fondamentali per la crescita e lo sviluppo, come la Scuola”.
“Non investire sulla scuola, sulla formazione e sul diritto allo studio è una maniera paradossale di affrontare la crisi economica e finanziaria - ha poi continuato Vendola - nella maggior parte dei paesi d’occidente, a cominciare dagli Stati Uniti, si è reagito alla crisi più grave dopo quella del 1929, investendo di più in formazione e cultura. In Italia si è fatta un’operazione scientificamente capovolta. E noi qui in Puglia la subiamo perché ci mancano i trasferimenti di risorse. Oggi siamo ad un bivio, da una parte c’è la ripartenza della nostra società e della nostra economia e si sta rimettendo in piedi la scuola e l’Università, dall’altra parte, colpendo al cuore la scuola e l’Università, c’è solo la strada del declino e dell’imbarbarimento della nostra società. La scuole e l’Università non sono un lusso della domenica, ma le virtù indispensabili di ogni società civile. Speriamo di non essere come i salmoni che risalgono controcorrente il corso dei fiumi ma speriamo di ritrovarci, con tutti i livelli istituzionali, a condividere una idea che è il cuore stesso della modernità, e cioè che senza il futuro e la cultura delle giovani generazioni, noi siamo soltanto una società di morti”.

Dunque alla fine, come c’era da aspettarsi, il quadro emerso dal convegno è che le condizioni dell’Università italiana oggi sono davvero drammatiche. Di conseguenza l’incertezza sul domani è il fattore che dovrebbe portare le istituzioni a sedersi a tavolino per trovare un accordo e una soluzione che salvi il nostro sapere e così il nostro futuro.

 

 

Roberta Lamaddalena

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