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Verso il voto sul Mes, Gualtieri attacca Salvini 'fa terrorismo'. La replica, 'crisi se litigano'

Lazio > Roma

ROMA, 9 DICEMBRE - Mercoledì il voto alla Camera e al Senato dopo le comunicazioni del premier Conte sul fondo salva-Stati. A Palazzo Madama la tensione nel M5s può creare problemi alla maggioranza, Di Maio lavora a una risoluzione che unisca il Movimento con Pd, Iv e Leu. Il ministro Gualtieri attacca Salvini, accusando la Lega di una campagna 'terroristica' sul Mes. 'Se il governo va in crisi è perchè litigano su tutto. Io non li vado a cercare. Ma ci sono tanti eletti ed elettori del M5s che sono coerenti e nonvogliono il Mes', la replica.

Leggiamo quanto scritto in Open.Online  «Quella sul Mes è una discussione che ci sarebbe stata comunque, Salvini e Borghi con cinismo hanno iniziato a fare una campagna terroristica per spaventare le persone»

«Quella sul Mes è una discussione che ci sarebbe stata comunque, a prescindere da questo dibattito sopra le righe, ma è avvenuta in un contesto in cui la Lega, Salvini e Borghi con cinismo hanno iniziato a fare una campagna terroristica per spaventare le persone», è il commento del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri alla trasmissione di Rai3 Mezz’ora in più condotta da Lucia Annunziata a proposito del dibattito sul Mes e sui nuovi accordi fatti a Bruxelles: «Certo, se non si riesce a esprimersi con competenza e serietà sulla Nutella è evidente che la credibilità su ciò che si dice sul Mes sia piuttosto scarsa».

«C’è stato un dibattito vivace per usare un eufemismo, c’è spesso una attenzione eccessiva al giorno per giorno e troppa poca capacità di tenere i nervi saldi e di guardare le cose un po’ più in prospettiva. Alla fine abbiamo saldato il conto del Papeete, siamo riusciti a fare un miracolo».

Stando alla versione del ministro, infine, la plastic tax è stata rinviata non solo per le polemiche (sollevate, in particolare dai renziani di Italia Viva) ma per progettare meglio l’intervento che era stato accolto da pesanti critiche anche dagli imprenditori: «Il rinvio a luglio dipende anche dalle risorse, se avessimo avuto più soldi dopo l’Iva, non c’è questa malizia politica in un rinvio».