Violenza giovanile nelle scuole e nei luoghi di aggregazione: l’allarme cresce in tutta Italia
Coltelli in classe, bullismo estremo e risse: da Bologna a Viterbo fino alla Puglia, nuovi episodi riaccendono il dibattito sulla sicurezza dei minori
Negli ultimi giorni diversi episodi di violenza minorile hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle scuole e nei luoghi di aggregazione giovanile, confermando le preoccupazioni espresse dalla magistratura in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Da Nord a Sud, i dati e i fatti raccontano una situazione definita da alcuni uffici giudiziari come una vera e propria emergenza nazionale.
Bologna: studente delle medie minaccia i compagni con un coltello artigianale
A Bologna, in una scuola media della periferia ovest, un alunno non ancora quattordicenne ha estratto un coltellino artigianale durante una lite in classe, minacciando i compagni. L’arma, realizzata dal ragazzo e nascosta all’interno dell’astuccio, è stata immediatamente sequestrata grazie all’intervento dei docenti, che sono riusciti a disarmarlo senza conseguenze.
Il giovane, di origine straniera e non imputabile per età, è stato comunque denunciato dai Carabinieri per porto di oggetti atti ad offendere. L’episodio sembra confermare quanto segnalato dalla Procura generale felsinea, secondo cui l’aumento più preoccupante riguarda proprio il porto di coltelli tra i minorenni.
Solo poche settimane prima, sempre nel territorio bolognese, in un istituto superiore di Budrio, era stato rinvenuto addirittura un machete nello zaino di uno studente, segnale di una deriva che desta crescente preoccupazione.
Viterbo: petardo nel cappuccio della felpa, ammonito un 15enne per bullismo
Scendendo verso il Centro Italia, a Viterbo, un grave episodio di bullismo scolastico ha portato all’ammonimento del Questore nei confronti di un ragazzo di 15 anni. Il giovane, secondo quanto accertato dalla Polizia di Stato, avrebbe preso di mira un compagno di 13 anni, ripetutamente vessato anche per la sua condizione di studente ripetente.
Il gesto più grave: aver inserito un petardo acceso nel cappuccio della felpa del ragazzino, chiudendoglielo sulla testa. Solo per fortuna l’ordigno non ha provocato ferite. L’ammonimento è scattato al termine delle istruttorie condotte dalla Divisione Anticrimine, configurando un chiaro caso di bullismo aggravato.
Grottaglie: accoltellamenti al Luna Park durante i festeggiamenti di San Ciro
Nel Sud Italia, a Grottaglie, in provincia di Taranto, la violenza si è spostata fuori dall’ambiente scolastico, coinvolgendo giovani in un contesto di festa. Nella tarda serata di sabato, nell’area del Luna Park allestito per i festeggiamenti di San Ciro, una rissa tra ragazzi è degenerata in un accoltellamento.
Un giovane di 20 anni è stato colpito più volte, mentre un ragazzo di 16 anni è rimasto ferito a un braccio nel tentativo di sedare lo scontro. Entrambi sono stati trasportati in ospedale a Taranto: le loro condizioni, fortunatamente, non sono gravi. Sull’accaduto indaga la Polizia, chiamata a ricostruire le responsabilità in un’area affollata da famiglie e adolescenti.
Un’emergenza nazionale: la magistratura lancia l’allarme sulla devianza minorile
Gli episodi registrati tra Emilia-Romagna, Lazio e Puglia rafforzano l’allarme lanciato dalla magistratura italiana sulla devianza giovanile. A Milano, all’apertura dell’anno giudiziario, è stato evidenziato l’aumento dei reati contro la libertà sessuale commessi da minorenni. A Catania si parla di tassi elevatissimi di criminalità giovanile, definiti senza mezzi termini da “Guinness dei primati”.
A Roma, l’attenzione si è concentrata sulla situazione drammatica delle carceri minorili, mentre a Napoli è stato denunciato l’uso sempre più disinvolto delle armi bianche tra adolescenti. Un quadro complesso che chiama in causa famiglie, scuole, istituzioni e servizi sociali, evidenziando la necessità di interventi educativi, preventivi e repressivi coordinati.
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