Roma. Raggi la sindaca assolta dall'accusa di falso. Il giudice: "Il fatto non costituisce reato"

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ROMA 10 NOVEMBRE. Assolta 'perche' il fatto non costituisce reato'. Finisce poco dopo le 15, nell'au...

ROMA 10 NOVEMBRE. Assolta 'perche' il fatto non costituisce reato'. Finisce poco dopo le 15, nell'aula della decima sezione penale del tribunale, l'incubo giudiziario di Virginia Raggi che incassa dal giudice Roberto Ranazzi l'assoluzione dall'accusa di falso ideologico in atto pubblico per mancanza dell'elemento psicologico: la condotta che la Procura ha attribuito alla sindaca sussiste (il riferimento e' alla risposta inviata all'allora responsabile dell'Anticorruzione in Campidoglio che chiedeva lumi sul ruolo in concreto svolto da Raffaele Marra nella nomina del fratello Renato) ma non c'e' la volontarieta' del fatto lesivo. E' un brutto colpo per i pm che avevano chiesto una condanna a 10 mesi di reclusione, ritenendo che Marra, in virtu' del suo ruolo centrale in Campidoglio, avesse favorito il fratello Renato nella nomina alla Direzione Turismo, con la sindaca Raggi pienamente consapevole. E invece gli avvocati Pier Francesco Bruno, Emiliano Fasulo ed Alessandro Mancori, che avevano chiesto l'assoluzione della sindaca, insistendo per la insussistenza del fatto contestato, sono almeno riusciti a convincere il giudice che la sindaca non abbia agito con volonta' dolosa.§

"Questa sentenza spazza via due anni di fango politico, vado avanti per la mia citta' e per il Movimento 5 Stelle", ha detto Virginia Raggi lasciando la citta' giudiziaria di Piazzale Clodio. Poi il suo commento piu' articolato affidato a Facebook: "Assolta. Con questa parola il Tribunale di Roma, che ringrazio e rispetto per il lavoro svolto, ha messo fine a due anni in cui sono stata mediaticamente e politicamente colpita con una violenza inaudita e con una ferocia ingiustificata. Due anni durante i quali, pero', non ho mai smesso di lavorare a testa alta per i miei cittadini. Li ringrazio per il sostegno e l'affetto che mi hanno dimostrato. Per i miei cittadini in questi due anni sono andata avanti. A testa alta. Ho fatto tutto con correttezza e trasparenza nell'interesse di Roma, perseguendo gli ideali di giustizia nei quali credo fermamente". E ancora: "Vorrei liberarmi in un solo momento del fango che hanno prodotto per screditarmi, delle accuse ingiuriose, dei sorrisetti falsi che mi hanno rivolto, delle allusioni, delle volgarita', degli attacchi personali che hanno colpito anche la mia famiglia. Vorrei, soprattutto, che questo fosse un riscatto per tutti i romani, di qualsiasi appartenenza politica, perche' il loro sindaco ce la sta mettendo tutta per far risorgere la nostra citta'. Non provo rancore nei confronti di nessuno. Mi auguro che quanto accaduto a me possa divenire una occasione per riflettere: il dibattito politico non deve trasformarsi in odio. Adesso vorrei che i cittadini, tutti, collaborassero alla rinascita di Roma. Rimbocchiamoci le maniche: da domani si torna al lavoro. Ancora piu' forti".

Anche su Fb arriva l'analisi del vicepremier Luigi Di Maio che ringrazia la magistratura e se la prende con buona parte della stampa: "Il peggio in questa vicenda lo hanno dato invece la stragrande maggioranza di quelli che si autodefiniscono ancora giornalisti, ma che sono solo degli infimi sciacalli, che ogni giorno per due anni, con le loro ridicole insinuazioni, hanno provato a convincere il Movimento a scaricare la Raggi. Pagine e pagine di fake news, giornalisti di inchiesta diventati cani da riporto di mafia capitale, direttori di testata sull'orlo di una crisi di nervi, scrittori di libri contro 'la casta' diventati inviati speciali del potere costituito". Per Di Maio, "la vera piaga di questo Paese e' la stragrande maggioranza dei media corrotti intellettualmente e moralmente. Gli stessi che ci stanno facendo la guerra al Governo provando a farlo cadere con un metodo ben preciso: esaltare la Lega e massacrare il Movimento sempre e comunque. Presto faremo una legge sugli editori puri, per ora buon Malox a tutti!". L'altro vicepremier Matteo Salvini ha definito "una buona notizia" l'assoluzione della Raggi. "E' giusto - ha aggiunto il ministro dell'Interno - che i cittadini giudichino un'amministrazione non in base alle indagini che finiscono in nulla come in questo caso ma in base alla qualita' della vita. Quindi i romani giudicheranno l'amministrazione dei 5 Stelle in base a come e' messa Roma.

E' giusto che non siano le sentenze e i magistrati a decidere chi governa e chi va a casa". Poi Salvini ha aggiunto: "Sul fatto che a Roma si possa fare tanto di meglio e tanto di piu' ahime' questo si'. Da ministro sto cercando di fare l'impossibile per migliorare la qualita' della vita dei romani". Durissimo con i giornalisti anche Alessandro Di Battista: "Oggi la verita' giudiziaria ha dimostrato solo una cosa: che le uniche puttane qui sono proprio loro, questi pennivendoli che non si prostituiscono neppure per necessita', ma solo per vilta'. Virginia e' stata assolta. Non ve la prendete con i pubblici ministeri, hanno solo fatto il loro lavoro. Si sono sbagliati, tutto qui, ma non sono mica colpevoli. Come non e' colpevole il Movimento che ha fatto benissimo a difendere Virginia. E chiaramente non e' colpevole Virginia, la quale ha affrontato questo processo a testa alta e oggi e' stata assolta. Ma i colpevoli ci sono e non vanno temuti, vanno indicati affinche' l'opinione pubblica venga messa in guardia. I colpevoli sono coloro che l'hanno insultata, calunniata. I colpevoli sono quei pennivendoli che da piu' di due anni le hanno lanciato addosso tonnellate di fango con una violenza inaudita. Sono pennivendoli, soltanto pennivendoli, i giornalisti sono altra cosa". "Personalmente sono contentissimo - ha invece dichiarato Salvatore Romeo, funzionario al Dipartimento Trasporti, indagato a suo tempo per abuso d'ufficio assieme alla sindaca per la sua nomina come responsabile della segreteria politica. - Ci siamo liberati di questo peso: giustizia e' fatta". Soddisfatto anche Daniele Frongia, assessore allo sport in Campidoglio, che su Fb ha detto "Molto rumore per nulla".



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