Visco interviene sulla ripresa dell'Italia: "Necessario ripartire dal lavoro"

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LAGONEGRO, 26 MAGGIO 2015 – Da qualche settimana non si parla altro che di ripresa, e se...

 LAGONEGRO, 26 MAGGIO 2015 – Da qualche settimana non si parla altro che di ripresa, e sembra che questa sia confermata anche per il secondo trimestre, nonostante vada intesa come una ripresa più contenuta e ancora da consolidare. È il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, a precisare alcuni aspetti della questione, nelle sue “Considerazioni finali”, una relazione in cui nono sono stati trascurati gli effetti del Jobs Act o della crisi greca. In linea di massima, il rischio contagio è piuttosto scongiurabile, ma non si deve abbassare la guardia sull'aumento del debito pubblico, che dall'inizio della crisi è salito al 30%. Altro punto fondamentale sono le banche: Visco accende i riflettori sulle loro sofferenze, ma anche sulla trasparenza nei confronti dei consumatori.

Ecco le parole di Visco: “All'accelerazione delle esportazioni si accompagna un recupero della domanda interna. Prosegue il rialzo della spesa delle famiglie, soprattutto per beni durevoli, anche grazie alle migliori prospettive del reddito disponibile. L'aumento del Pil nel primo trimestre interrompe una lunga fase ciclica sfavorevole; proseguirebbe nel trimestre in corso e in quelli successivi”. Ciò che risulta essere prioritario, secondo il banchiere, è la necessità di offrire nuove prospettive di lavoro, specie attraverso l'innovazione per adeguarsi alle nuove tecnologie e alla competizione a livello globale: “una rinnovata capacità di competere delle imprese italiane viene segnalata da una crescita in volume delle esportazioni di beni maggiore di quella della domanda sui nostri mercati di sbocco, in particolare quelli esterni all'area euro”.

Vi è inoltre la necessità di rispettare i meccanismi di mercato: l'esperienza insegna che con direttive dall'alto difficilmente si individuano i migliori sentieri di sviluppo. L'intervento del governo dovrebbe essere finalizzato ad interventi lì dove il mercato incontra i propri limiti, aiutandolo a generare sviluppo economico e occupazione.

Foto: corriere.it

Dino Buonaiuto

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