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Afghanistan, Renzi annuncia: si sta valutando di prolungare permanenza per un altro anno

Sicilia

 ROMA, 17 OTTOBRE 2015 – Sarà presa in queste ore la decisione sulla posizione che l’Italia deve tenere nei confronti dell’Afghanistan. Dopo che il presidente americano, Barack Obama, ha annunciato che pensa di lasciare le sue truppe nello stato mediorientale ancora per un anno, il premier Renzi, in un passaggio del suo discorso all'Università di Venezia, ha fatto sapere che anche il governo Italiano sta riflettendo su questa possibilità. A oggi sono 750 i soldati italiani tra Kabul e Herat.

“Penso che nelle prossime ore - ha ribadito Renzi - ci saranno delle decisioni. Stiamo ragionando sull'ipotesi di proseguire nel nostro impegno. Noi abbiamo scenari di guerra molto complicati. Ieri Ban Ki-Moon era alla Camera, ha fatto un intervento molto ampio su tutto ciò che facciamo. L'Italia è un grande paese”. “Se l'impegno americano in Afghanistan prosegue penso sia giusto anche da parte nostra ci sia un impegno. Stiamo ragionando sull'ipotesi di proseguire nel nostro impegno”, sottolineato infine.

Ma pare difficile per una decisione di questo calibro il governo possa essere lasciato libero di decidere da solo. E infatti è subito giunta la replica alle parole del premier da parte di Sinistra Ecologia Libertà: “Il Presidente del Consiglio dei ministri protempore Renzi non può decidere su una ulteriore permanenza dei nostri militari in Afghanistan senza passare per le Aule del Parlamento. Lo sappia”, a commentato il capogruppo dei deputati Arturo Scoppio.[MORE]

Dall’annuncio di Obama è anche derivata anche la decisione della Comunità degli Stati indipendenti (Csi), l'organizzazione che raggruppa 10 repubbliche ex sovietiche, di rispondere alla crescente instabilità in Afghanistan con la creazione di una task force per difendere i confini esterni al blocco, in caso di crisi. L'iniziativa è stata fissata in un documento di strategia militare fino al 2020, presentato al vertice della Csi a Burabai, in Kazakistan. La misura potrebbe, in linea teorica, condurre al dispiegamento di truppe russe ai confini con l'Afghanistan, da dove il graduale ritiro della coalizione a guida Usa lascerà un minaccioso vuoto di potere.

(foto dal sito www.si24.it)

Michela Franzone