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Apple è l'azienda IT più sostenibile al mondo secondo Greenpeace

Trentino Alto Adige

ROMA, 3 APRILE 2014 - Apple è la società tecnologica più "green" del mondo. Lo ha stabilito Greenpeace, che ha pubblicato i dati della sua indagine in un dossier dal titolo "Clicking Clean: How Companies are Building the Green Internet", un rapporto che ha preso in esame 19 colossi dell’informatica.

Greenepeace ha considerato soprattutto l'impatto sull'ambiente delle misure messe in campo dalle internet company nel settore del "cloud", la famosa "nuvola" che conserva i nostri dati talvolta creata da enormi impianti che funzionano 24 ore su 24 e che consumano enormi quantità di energia, producendo tonnellate di anidride carbonica che danneggiano il nostro ambiente.

Dall'analisi di Greenpeace è stata ricavata una classifica che vede al primo posto l'azienda di Cupertino che, per mettere a disposizione is uo servizi iCloud e iTunes, utilizza il 100% di fonti rinnovabili. Un'attitudine che le consente il riconoscimento di "azienda più innovativa e determinata".

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La proprensione all'ecosostenibilità che ha premiato la Apple è seguita anche dalle aziende Google e Facebook, che secondo Greenpeace sono "sulla buona strada" per raggiungere la loro concorrente. Anche queste due grandi società dell'hi-tech si stanno impegnando ad utilizzare esclusivamente fonti rinnovabili per alimentare il propri data center. Il social network blu, ad esempio, ha investito quasi 2 miliardi di dollari per il più grande ordine al mondo di turbine eoliche, mentre il colosso di Mountain View ha sperimentato nuovi accordi per l’acquista di energia eolica per Gmail e Youtube.

Ma Google, al momento, usa soltanto il 48% di energie rinnovabili, facendo ancora affidamento ad approvvigionamenti inquinanti come gas naturale (13%), combustibili fossili (22%) e nucleare (15%).

Non va meglio Microsoft, con il 29% di rinnovabili, il 21% di gas naturale, il 32% di combustibili fossili e il 18% di nucleare. Ancora peggio per Amazon, con solo il 15% di energia da fonti pulite, il 25% di gas, il 28% di fossili e il 27% di nucleare. Bocciate anche eBay, che "si alimenta prevalentemente a carbone", Ibm e Twitter, di cui si denuncia la mancanza di trasparenza perché "non fornisce informazioni sulla propria impronta ambientale".

In un'analisi precedente Greenpeace aveva, al contrario, bocciato Apple e premiato Google, Facebook e Yahoo nel misurare l'impatto ambientale dei loro data center. La casa di Cupertino era stata bocciata a causa del suo sistema di classificazione in merito all'energia pulita nei nuovi data center in allestimento. Negli ultimi tempi, invece, la Apple ha raddoppiato la presenza dei pannelli solari nel suo data center nella Carolina del Nord, ed ha messo in atto misure che salvano l'ambiente, utilizzando prevalentemente fonti rinnovabili.

Secondo Greenpeace la Apple dovrebbe condividere maggiormente i propri risultati con le altre aziende, abbandonando l'eccessiva riservatezza che la cotraddistingue. Nel rapporto si legge: “In termini molto concreti, Apple ha mostrato la possibilità che una internet rinnovabile al 100% è possibile, con modelli di interventi per le altre società che vogliono una internet sostenibile”.

Valentina D'Andrea