Arrestati in 9, tra amministratori e dirigenti del Comune Lecce

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LECCE, 7 SETTEMBRE - Sono state notificate dalla guardia di Finanza di Lecce alcune ordinanze di mis...

LECCE, 7 SETTEMBRE - Sono state notificate dalla guardia di Finanza di Lecce alcune ordinanze di misura cautelare all’indirizzo di 9 persone tra ex amministratori, dipendenti del Comune di Lecce tra i quali alcuni ancora in carica coinvolti nelle indagini sulle assegnazioni degli alloggi popolari.

I provvedimenti cautelari, due in carcere, cinque agli arresti domiciliari e due con obblighi di dimora, sono stati emessi a vario titolo, per associazione a delinquere, peculato, corruzione, corruzione elettorale, abuso d'ufficio, falso, occupazione abusiva, violenza privata e lesioni.

L’ordinanza un voluminoso documento di 800 pagine, è stato emesso dal gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, su richiesta della Procura.

Come riportato dall’Agenzia AGI, agli ‘arresti domiciliari' sono finiti l'ex assessore e attuale consigliere comunale Attilio Monosi, il consigliere comunale Antonio Torricelli, ex assessore della giunta Perrone, Luca Pasqualini, il dirigente comunale Lillino Gorgoni e il 27enne Andrea Santoro.

Tra gli indagati che non sono stati raggiunti da alcun provvedimento restrittivo compare anche il senatore leccese della Lega Roberto Marti, dal 2004 al 2010 assessore comunale ai servizi sociali, ai progetti mirati e alle pari opportunità. Il reato contestato a Marti è abuso d’ufficio e falso ideologico.

Sempre riportato da AGI, la misura interdittiva è stata disposta, invece, per dirigenti e funzionari dell'ufficio casa, Piera Perulli, Giovanni Puce, Paolo Rollo e Luisa Fracasso.
Sono stati invece rinchiusi in carcere Umberto Nicoletti e Nicola Pinto, di 31 e 41 anni, entrambi di Lecce, che occupano alloggi popolari in edifici del quartiere 'Stadio' di Lecce.

I finanzieri hanno notificato ancora altri 34 avvisi di garanzia.

Le indagini hanno riguardato, in particolare, l'assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica in favore di soggetti non utilmente collocati in graduatoria, l'occupazione abusiva di alloggi resisi disponibili per l'assegnazione e l'illegittimo accesso a forme di sanatoria.
Tali condotte sarebbero state poste in essere al fine di acquisire il consenso elettorale dei potenziali beneficiari dei pubblici alloggi.

Luigi Palumbo

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