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Blitz Cc in 12 piazze spaccio a Catania,101 indagati

Sicilia > Catania

Blitz Cc in 12 piazze spaccio a Catania,101 indagati. Gruppi legati a Cosa nostra, 'giro' da 120mila euro al giorno.
CATANIA, 23 NOV - Ottanta persone arrestate, compresi due minorenni, nove poste ai domiciliari, quattro all'obbligo di dimora e otto a quello di presentarsi alla polizia giudiziaria.

Sono i numeri dell'operazione 'Skanderbeg' dei carabinieri del comando provinciale di Catania che hanno sgominato i gestori di 12 'piazze di spaccio' operative nel rione San Giovanni Galermo, storica 'roccaforte' del traffico e della vendita di droga nel capoluogo. Un settore che, secondo stime degli investigatori, in quella zona 'fattura' 120mila euro al giorno. Un blitz per il quale il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso "soddisfazione" e ringraziato le Forze dell'ordine per "l'impegno senza sosta e la capacità operativa anche anche in questa difficile fase emergenziale" a "salvaguardia della legalità e della sicurezza dei cittadini".

Secondo la ricostruzione della Dda di Catania, i gruppi che gestivano le piazze "godevano di un'ampia autonomia, ma agivano comunque sotto il diretto controllo del clan Nizza della 'famiglia' mafiosa Santapaola-Ercolano che imponeva ai 'capi piazza' il rifornimento esclusivo dello stupefacente", imponendo quantità e prezzo della droga. Ogni piazza aveva un capo che operava sotto la supervisione di Lorenzo Michele Schillaci che era delegato anche a dirimere i contrasti interni ai gruppi. Che erano molto attivi: le riprese video dei carabinieri, ricostruisce la Dda, hanno consentito di "registrare centinaia e centinaia di cessioni di dosi di droga giornaliere, organizzate imprenditorialmente con precisi orari di lavoro e turnazioni che coprivano l'intero arco della giornata".

L'indagine dei militari dell'Arma ha anche permesso di accertare la disponibilità di armi da fuoco pronte ad essere utilizzate in caso di richiesta di spedizioni punitive da parte del clan Nizza. In occasione dei festeggiamenti del 31 dicembre 2018, tra l'altro, Schillaci e altri due responsabili di una importante piazza di spaccio, Mario Maurizio Calabretta e Giambattista Spampinato, sono stati ripresi mentre festeggiavano l'arrivo del nuovo anno esplodendo colpi di Kalashnikov e di pistola, nonostante la presenza di più persone, compreso un bambino, e mentre il pusher della piazza continuava a spacciare.

A dare un contributo alle indagini anche due nuovi collaboratori di giustizia: Dario Caruana e Silvio Corra. Quest'ultimo è stato il reggente del clan Nizza, sostituendo Schillaci come responsabile della cosca dopo il suo arresto l'8 novembre del 2019. In locali in uso al boss, all'epoca, furono trovati e sequestrati 60.000 euro, la "carta degli stipendi", la "carta delle estorsioni" e la "carta delle piazze di spaccio". Parte dei proventi delle vendita della droga servivano, ricostruisce la Dda di Catania, anche al mantenimento delle famiglie degli affiliati in carcere. In particolare nella "carta" venivano indicate le iniziali di 43 detenuti con accanto la somma spettante alla famiglia per un importo totale mensile di circa 42.000 euro.

Il procuratore Carmelo Zuccaro si è detto "particolarmente preoccupato del fatto che, soprattutto in questa situazione di crisi economica e sociale, si possa non avere la forza per recuperare pienamente alla legalità un territorio così importante, in cui tanti cittadini onesti operano, vivono ed auspicano che lo Stato faccia il proprio dovere". E per dare applicazione al protocollo 'Liberi di scegliere' già attuato in Calabria dall'attuale presidente del Tribunale per i minorenni Catania, Roberto Di Bella, gli ha segnalato il "coinvolgimento in questa operazione di entrambi i coniugi genitori di figli non ancora maggiorenni perché è giusto che in situazioni di questo genere anche i minori siano tutelati nella loro possibilità di poter crescere acquisendo elementi educativi importanti".