Boris Johnson attacca la May: il suo piano sulla Brexit è “un’umiliazione morale e intellettuale”

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LONDRA, 28 SETTEMBRE - A due giorni dal congresso dei tories l’ex-Ministro degli affari Esteri e d...

LONDRA, 28 SETTEMBRE - A due giorni dal congresso dei tories l’ex-Ministro degli affari Esteri e del Commonweath, Boris Johnson, ha attaccato la premier britannica, Theresa May, con un editoriale sul Telegraph.

Il giudizio di Johnson sul governo May è durissimo: "E' stata una performance da invertebrata, un fallimento collettivo del governo, un collasso della volontà da parte dell'establishment di realizzare il mandato del popolo". Secondo l’ex-Ministro il Regno Unito non trarrebbe giovamento da una soft Brexit: "Nel complesso, le proposte di Chequers [così viene chiamato il piano della May per la Brexit, ndr]  rappresentano l'errore intellettuale di credere che possiamo essere metà dentro e metà fuori; che è in qualche modo più sicuro e più facile per gran parte del nostro Paese rimanere governati dall'Ue anche se non ci troviamo più nell'Ue"; inoltre "non c'è nulla di sicuro o pragmatico nell'essere vincolati da regole sulle quali non abbiamo voce in capitolo, interpretate da una corte federalista". Johnson scrive che il Piano Chequers, “se attuato”, sarebbe  "un'umiliazione morale e intellettuale" in quanto avrebbe come unico risultato quello di ingannare il Paese.

L’ex-Ministro propone il suo modello Brexit, denominato “SuperCanada”,  che prevede di negoziare un semplice trattato di libero scambio con l’Ue, sul modello di quello adottato tra Canada e Ue ma con "zero dazi" reciproci. Johnson punterebbe a ottenere la rimozione dei dazi minacciando di non pagare i  39 miliardi di sterline già concordato nei mesi scorsi per il divorzio dall’Unione Europea. Sulla questione del confine irlandese si punterebbe a spostare i controlli doganali post-Brexit dentro il territorio della Repubblica in modo tale da mantenere apparentemente un confine senza barriere. Per mettere  a punto queste misure Johnson apre alla possibilità di prorogare il termine ultimo fissato per la Brexit che finora è stato il 2020.

Fonte immagine: news.sky.com

Fabio Di Paolo

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