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Calcio: Sileri, basta abbracci in campo. "Se altri casi nel Napoli, stop 7 giorni campionato"

Lazio > Roma

ROMA, 29 SET - "Gli abbracci e l'esultanza in campo dovrebbero essere vietati. La distanza deve comunque essere mantenuta. Se da 1 positivo nella squadra sono diventati 14 vuol dire che il virus è circolato, che non sono state mantenute le distanze. Se abbiamo un tampone negativo non dobbiamo pensare di essere invincibili. Continuare a mantenere le distanze è fondamentale".

Lo ha detto il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri a un Giorno da Pecora su Rai Radio 1 commentando gli ultimi casi di contagio nella squadra del Genoa. "Se ci fossero altri casi nel Napoli io, da medico e non da viceministro, direi che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per 7 giorni. Ci dovremmo comportare come ci comportiamo con i focolai", ha aggiunto.

Sileri inoltre ha spiegato: "Se c'è una squadra con 14 persone positive, disputare una partita è quasi impossibile. Ora il Napoli deve fare i tamponi ma con una certa tempistica, bisogna aspettare un certo periodo di incubazione che è di 4-6 giorni.

Devono andare in quarantena i giocatori che hanno avuto dei contatti stretti, non tutti, ma quelli che sono stati vicini sì". A proposito dei tamponi il viceministro ha sottolineato che "in alcuni casi sono sopravvalutati, perché è la tempistica dei tamponi che è importante.

Non è detto che nella fase di incubazione del virus si risulta positivi al tampone". E ha concluso: "L'esperienza del Genoa ci insegna che l'uso del tampone andrebbe regolamentato. La quarantena resta il gold standard. Bassetti ha ragione a dire che i tamponi fatti così sono vani. I tamponi devono essere guidati da azioni mediche appropriate".