Caso Ruby: Che valore ha la donna per il premier?

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È assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna; è una cosa che non mi è mai successa, neanche una sola volta nella vita: ed è una cosa che considererei degradante per la mia dignità.” Queste sono state le precise parole scelte dal presidente del Consiglio per difendersi di fronte alle accuse infamanti piovutegli addosso nell’ultima settimana. L’ha fatto, come sempre, a modo suo, seguendo ancora una volta il medesimo canovaccio comunicativo: negare e contrattaccare indignato, attraverso il mezzo televisivo e in particolare il telegiornale che si è edificato negli anni come ultima roccaforte del suo onnicomprensivo potere mediatico, quel TG4 di un Emilio Fede stavolta non solo difensore d’uffcio ma anche imputato.

E sono proprio queste sue parole che mi preme qui analizzare, nel dettaglio. Le parole non sono e non possono essere considerate semplici suoni: esse hanno un potere, in quanto secondo strumento (dopo il nostro stesso corpo) di cui dispone l’essere umano per esprimere se stesso. Da questo potere, ne deriva – o, meglio precisare, ne dovrebbe derivare – una minuziosa attenzione nel loro utilizzo, in particolar modo da parte di coloro che ricoprono importanti ruoli di guida, sia essa spirituale o temporale.

Dunque, leggendo e rileggendo l’ultimo intervento di Silvio Berlusconi, quale risulta essere il messaggio che ad egli preme maggiormente trasmettere agli Italiani? Di quale dignità, esattamente, si sente defraudato? Di quella di macho italiano: un amatore che si rispetti (come lui stesso ha sempre rimarcato d’essere) non si abbasserebbe mai a pagare per ottenere prestazioni sessuali. Non un accenno, invece, alla dignità delle donne di cui si circonda, a quanto sia moralmente indignante prima ancora che penalmente rilevante lo stato oggettistico a cui sarebbero ridotte queste persone: perché ricordiamoci che di persone si tratta, non di gioielli da sfoggiare. Ma ancor più grave, ritengo, la scelta di tacere sull’accostamento a minori: non è degradante pagare per fare sesso quanto è ripugnante scambiare un’amicizia con una ragazza minorenne (come Berlusconi ha definito il suo rapporto con Ruby Rubacuori – al secolo Karima El Mahroug – o prima ancora con Noemi Letizia) per un legame coercitivo, presumibilmente fondato sulla prostituzione in cambio di favori e/o regali. La seconda accusa dovrebbe far scattare e gridare al complotto, indignarsi e scalciare.

Al contrario, per Berlusconi le sue frequentazioni sono motivo di orgoglio: “…a me piace stare con i giovani, mi piace ascoltare i giovani, mi piace circondarmi di giovani.” Ancora parole sue: stesso discorso, ma stavolta il suo intento di sfumare la realtà viene portato in porto con maggiore astuzia dialettica. Lui parla di giovani, ripete questo termine per tre volte, una ridondanza che gli serve a fissare bene il concetto; e la scelta non è casuale, perché un plurale senza genere gli consente di occultare il fatto che i giovani di cui parla sono quasi esclusivamente di sesso femminile (un’evidenza che non avrebbe potuto celare ad esempio la scelta di un altro termine, come ragazzi/e), come una schiera di groupies che corrono sbraitanti dietro il loro idolo del rock.

Infine l’ultimo tassello: tirare in ballo una relazione stabile per allontanare ogni sospetto di scene equivoche di festini ed orgie nella sua villa privata di Arcore. Ossia mettere per l’ennesima volta una donna al servizio delle sue esigenze: non sono le parole di lui a difendere lei dall’oltraggio di un tradimento, ma è la presenza di una lei a dover salvare lui dallo scandalo.

Oggi la deputata Pd Rosa Villecco Calipari ha commentato in questo modo la vicenda: “La dignità e il rispetto che abbiamo conquistato sono sacrificati sull’altare del presidente del Consiglio che usa i suoi soldi, il suo ruolo e il suo potere. Nessun giudizio morale sulle ragazze o sull’uomo Silvio Berlsconi, ma una severa condanna politica del premier che con il suo comportamento umilia l’Italia.

Di questa analisi comunicativa, invece, a me rimane una domanda prettamente morale, su cui le donne del Pd come quelle del Pdl (ma più in generale tutte le donne) dovrebbero seriamente interrogarsi: che valore ha la donna per il presidente Berlusconi?

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