Cercando Picasso

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RENDE (CS), 22-01-2012. Pablo Picasso, la sua creatività e il suo genio, il suo rapporto con ...

RENDE (CS), 22-01-2012. Pablo Picasso, la sua creatività e il suo genio, il suo rapporto con l’arte e con l’eros, la guerra e la tauromachia, sono al centro della produzione firmata dal teatro stabile del Friuli Venezia Giulia con la Martha Graham Dance Company, e che il 21 e 22 Gennaio è arrivata anche a Rende, all’interno del campus universitario, nel nuovo Teatro Auditorium Unical, per una delle date più attese della nuova stagione teatrale.
Protagonista indiscusso dello spettacolo è un Giorgio Albertazzi in gran forma, nonostante i suoi quasi novant’anni di vita. Uno dei maestri del nostro teatro, Albertazzi ha debuttato sul palcoscenico nel 1949 con Luchino Visconti e il suo lungo percorso artistico ha toccato importanti vette sia nel cinema (L’anno scorso a Marienbad è la sua interpretazione più prestigiosa) che, soprattutto, nel teatro. All’abilità e al carisma di Albertazzi si aggiunge l’altro grande merito della pièce, se non il vero e proprio valore aggiunto, le nove danzatrici della Martha Graham Dance Company, che danno vita ai pensieri e alle fantasmagorie del grande artista spagnolo grazie ai loro movimenti sinuosi e sensuali. Le coreografie, in parte storiche, di Martha Graham (fra cui ricordiamo la celebre Lamentation, creata e danzata negli anni Trenta dalla stessa Graham, Steps in the Street e Deep Songs), e in parte create per l'occasione dall’attuale direttore artistico della compagnia americana Janet Eilber, sono una rappresentazione della personalità geniale e del furore artistico e vitale del grande maestro (ricordiamo che il contributo data da Martha Graham al mondo della danza è stato da alcuni paragonato a quello dato da Picasso all’arte figurativa).
«Affrontare Picasso – ha dichiarato il regista Antonio Calenda – significa rispondere alla sua fantasmagoria, dare voce alla sua irruente visionarietà. Perciò sarà necessario discostarsi dagli stilemi del naturalismo per ricreare invece le tensioni dell’irripetibile atmosfera culturale che circondava Picasso, per ricercare nel mondo delle sue motivazioni interiori attraverso la figurazione evocativa e coreografica, attraverso le sue stesse parole ed i pensieri che riverberano potenti da passi tratti dai suoi scritti, dai suoi poemi, dai testi teatrali».
Fonte principale dello spettacolo è Le désir attrapé par la queue (Il desiderio preso per la coda), attraversato da un tono onirico e surreale e per mezzo del quale si evoca una giornata della vita di Picasso, una giornata parigina, di guerra, quella stessa in cui egli concepì questo testo, nel quale Queneau ha visto una rappresentazione dei mali di cui l’uomo soffriva appunto a causa della guerra, ma dove è anche intatta tutta la visionarietà dell’artista, che continua con ostinazione a vedere nell’arte e nella creatività una forma vitale di resistenza. Un testo animato da personaggi bizzarri ai quali un importante cast di attori dona la voce con “battute fuori campo”: lo stesso Albertazzi è il Piede Grosso, Piera Degli Esposti è La Torta, Andrea Jonasson è l’Angoscia Magra, Franca Nuti l’Angoscia Grassa, Elisabetta Pozzi è la Cugina.
Continua Calenda: «Un sipario cela la prima immagine di Cercando Picasso e – fin da prima che lo spettacolo abbia inizio – pone idealmente in comunicazione danza e pittura: si tratta infatti della riproduzione di un fondale che Pablo Picasso dipinse nel 1917 per Parade, il primo balletto alla cui creazione Sergej Diaghilev lo chiamò a collaborare, assieme a Cocteau, Satie e Massine. Questa “complicità” fra arti diverse, letteratura, pittura, musica, danza, teatro, arti plastiche, permea di sé tutto il Novecento (basti pensare al Bauhaus, alle avanguardie), ed è un elemento forte, e immediatamente annunciato, del nostro spettacolo che vive proprio di tale complice interazione fra arti, a partire dallo stretto dialogo che si intesserà fra le coreografie delle nove danzatrici della Martha Graham Dance Company, il protagonista e gli altri linguaggi espressivi della messinscena».
Insieme Le désir attrapé par la queue ci sono citazioni di opere di compagni d'arte e di vita di Picasso come Lorca, Apollinaire, Baudelaire, Rimbaud, spunto per considerazioni sulla vita, sul teatro, sull’arte (con la celebre citazione «Mi ci sono voluti quattro anni per dipingere come Raffaello, ma una vita a dipingere come un bambino») sull’amore per le donne – quest’ultimo fin troppo insistito, dato che assorbe la gran parte del testo e delle danze. Una rappresentazione che vive di un rapporto sincretico fra poesia, parola, gesto, azione, danza e che vive ancora dell’energia che gli interpreti le donano trasmettendola al pubblico, nella convinzione che, come ci insegna un’altra celebre dichiarazione del pittore spagnolo, la giovinezza non ha età.
Il prossimo appuntamento della prima stagione teatrale INCONTRIAMOCIATEATRO del Teatro Auditorium Unical sarà Giovedì 26 e Venerdì 27 Gennaio con Giobbe Covatta e Enzo Iacchetti in Niente progetti per il futuro, testo e regia di Francesco brandi, testo vincitore del Premio Flaiano 2009. Info: http://www.teatrostabilecalabria.it, www.unical.it (Foto da newz.it)

Tommaso Spinelli
 

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