Decreto per Genova, manca l'ok del Colle: non compaiono i fondi per il Terzo Valico.

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GENOVA 27 SETTEMBRE - Oggi, dopo 44 giorni dal crollo del ponte, il decreto per Genova è stato...

GENOVA 27 SETTEMBRE - Oggi, dopo 44 giorni dal crollo del ponte, il decreto per Genova è stato 'bollinato' dalla Ragioneria generale dello Stato e trasmesso al Quirinale. 

La firma di Mattarella ne autorizzerà la pubblicazione e dunque l'effettiva entrata in vigore.

Autostrade per l'Italia (Aspi), si legge nel decreto per le urgenze, “ritenuta responsabile del mantenimento in assoluta sicurezza e funzionalità" del ponte Morandi crollato, dovrà "far fronte alle spese di ricostruzione dell'infrastruttura".

Nella bozza finale visionata dall’Ansa, inoltre, si legge lo stanziamento di altri 20 milioni di risorse, 9 milioni di euro per l'anno 2018 e 11 milioni di euro per l'anno 2019,che verranno trasferite alla contabilità speciale intestata al Commissario delegato.

Per la copertura delle risorse si attingerà al Fondo per le esigenze nazionali. 

Tuttavia è da segnalare la modifica della bozza in cui non compaiono più i fondi per il Terzo Valico dei Giovi, per cui si prevedeva l’assegnazione di 791 milioni di euro al sesto lotto del Terzo Valico ad integrazione del finanziamento già disponibile. 

Il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti interviene sulla questione e precisa: “L’inserimento iniziale nel decreto era un tentativo di chiudere completamente il finanziamento dell'opera; non è stato incluso per una questione che ha a che fare con la decretazione d'urgenza, che deve prevedere costi che riguardino attività che sono immediatamente cantierabili". 

Intanto, mentre il decreto è stato deposto sulla scrivania della presidenza della repubblica, arrivano le prime reazioni. 

Il presidente della Regione Giovanni Toti non nasconde le sue perplessità: "Il decreto arriverà, ma non vuol dire che sarà soddisfacente”, afferma ai microfoni di Radio Capital, “bisognerà vedere cosa c'è scritto dentro dopo questo balletto fatto in una settimana e mezzo tra un ministero e l'altro. Mi sembra che il decreto venga fatto per escludere gli enti locali. Mi dà l'impressione che il governo voglia gestire la situazione a Roma e non in Liguria. Ma va bene tutto, siamo laici, basta che si raggiungeranno i risultati". 

Di fatto sia la Regione sia il Comune sono rimasti esclusi dalla redazione definitiva del testo, come invece avevano auspicato.


Fratini Rachele 

Fonte immagine: ilmattino.it

 

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