Dio nell'Antico e nel Nuovo Testamento

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CATANZARO 28 DICEMBRE 2011 - Risponde alla domanda di Matteo da Napoli il sacerdote Davide Marino: ...

CATANZARO 28 DICEMBRE 2011 - Risponde alla domanda di Matteo da Napoli il sacerdote Davide Marino:

D. Perché Dio è così diverso nell’Antico Testamento  rispetto a come è nel Nuovo Testamento?

R. Caro Matteo,

potremmo iniziare considerando un passaggio molto significativo della Costituzione dogmatica Dei Verbum del Concilio Vaticano II: «L'economia del Vecchio Testamento era soprattutto ordinata a preparare, ad annunziare profeticamente (cfr. Lc 24,44; Gv 5,39; 1 Pt 1,10) e a significare con diverse figure (cfr. 1 Cor 10,11) l'avvento di Cristo redentore dell'universo e del regno messianico. I libri poi del Vecchio Testamento, tenuto conto della condizione del genere umano prima dei tempi della salvezza instaurata da Cristo, manifestano a tutti chi è Dio e chi è l'uomo e il modo con cui Dio giusto e misericordioso agisce con gli uomini. Questi libri, sebbene contengano cose imperfette e caduche, dimostrano tuttavia una vera pedagogia divina» (n.15).


L’“economia” di cui parla questo importante documento della Chiesa non ha ovviamente a che fare con i soldi, ma indica il progetto salvifico di Dio. Si tratta di un piano che si realizza progressivamente, nel corso della storia. Il Signore infatti si rivela gradualmente all’umanità, la educa, la prepara nel tempo ad accogliere la piena manifestazione del suo volto, che si compie in Gesù. Antico e Nuovo Testamento, non ci rivelano dunque “due Déi” diversi. Si tratta dell’unico Dio, che, “pedagogicamente”, si manifesta all’uomo gradatamente.


La Lettera agli Ebrei ci dice poi che «Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (1,1-2). Gesù, il Verbo eterno del Padre, fattosi carne nel seno della Vergine Maria, ci rivela in maniera piena e definitiva, chi è Dio. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Cristo ci manifesta Dio in ogni suo aspetto: nella sua verità come nella sua carità; nella sua giustizia come nella sua misericordia; nella sua fermezza come nella sua compassione.



Gesù è anche il Redentore dell’uomo, Colui che gli dona un’umanità nuova attraverso l’azione dello Spirito Santo, mettendolo nella condizione di accogliere e vivere fino in fondo la nuova legge, che è quella dell’amore. Questa legge però non annulla tutto ciò che di fondamentale e perenne il Signore aveva stabilito nell’Antico Testamento. Lo afferma a chiare lettere Gesù stesso, quando dice: «Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento» (Mt 5,17). La legge del Signore dunque non tramonta, né quanto Egli aveva insegnato per mezzo dei profeti nell’Antico Testamento. Così come non sono aboliti i Comandamenti. Essi rimangono la base anche della Nuova Alleanza che Dio sancisce con l’umanità in Cristo.



Come puoi constatare dunque il rapporto tra il Dio dell’Antico Testamento e quello del Nuovo non va compreso nei termini di una netta rottura – quasi che Gesù spazzasse via con un colpo di spugna tutto ciò che il Signore aveva realizzato prima –, ma come “compimento”, per cui la venuta del Figlio di Dio nella carne umana porta a completamento l’opera salvifica già iniziata.


Caro Matteo
, mi auguro di aver in qualche modo risposto alla tua domanda. Non esitare a contattarci per ogni altra eventuale chiarificazione.

Ti faccio i miei migliori auguri per ogni cosa,

Sac. Davide

Si ricorda che ognuno può porre i propri dubbi, i propri interrogativi scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica parolaefede@infooggi.it

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