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E' in "casa" che nasce l'avversario!

Calabria

Quando in un determinato contesto, pubblico o privato che sia, cominciano a barcollare i vari rapporti o le intese esistenti, è perché qualcuno dal suo interno ha avviato una strategia di sfaldamento. È in “casa” infatti che nasce l’avversario! Dall’esterno prende vita solo la tentazione, non altro. Si tratta di una verità storica che nessuno dovrebbe mai dimenticare, per essere pronti ad una giusta difesa. Non è forse la religione che si scaglia contro sé stessa? La fede non trova le sue crisi dentro i suoi confini? L’uomo di Dio non è colui che spesso non riconosce chi viene in mezzo a noi per chiamata divina? La legge medesima quante volte “perseguita” l’impalcatura normativa che gli appartiene? Interrogativi che trovano le risposte dentro la loro ragione di essere. [MORE]

L’uomo quindi, se perde il vero contatto con Dio, produce il veleno letale per distruggere l’effetto essenziale di un certo contesto, sia di natura laica, ma anche di natura spirituale, ecclesiale, divina. In relazione a questo secondo universo scrive il teologo Di Bruno: “I mali della fede non vengono dall’esterno della fede, ma dal suo interno. Oggi sono i figli della fede i distruttori della fede. Dall’esterno può avvenire la tentazione, mai la distruzione della fede. La fede si distrugge sempre dal di dentro delle strutture della fede”. In proposito chi non ricorda gli stessi figli d’Israele che chiedono ad Aronne, fratello di Mosè, di costruire per loro un idolo da adorare? Lo stesso Aronne non si rifiuta di compiere un atto del tutto sacrilego e fuori dal cammino di salvezza.

Nasce così il vitello d’oro. È nella stessa famiglia, devota al Dio d’Israele, che appare il nemico di quanto si era costruito dopo la fuga dall’Egitto. Forse non è ancora così? Quante volte noi stessi credenti, oggi e nel passato, ci siamo resi responsabili, consapevolmente o meno, di uno sfacelo normativo, veritativo, conoscitivo, morale, sacramentale, con riflessi pesanti sull’opinione pubblica e sul clima generale delle nostre comunità. Comportamenti che sono trasformati in autentici supporti visibili per quanti sono o erano stati critici verso la Chiesa e la stessa figura di Cristo Gesù. Una reale pugnalata dall’interno alla delicata ventura della società nel suo insieme. Prendono così quota le eresie, le falsità, i diritti innaturali, facendo della verità di Dio una qualsiasi teoria umana e mettendo così a dura prova la stessa verità dell’uomo.

Al di là delle scelte personali di ognuno, che non devo e non voglio giudicare, chiedo però a me stesso: Possono l’adulterio, il divorzio, l’aborto, l’eutanasia e mille altre nefandezze essere considerati un frutto di fedeltà, perdono, accoglienza e difesa della vita? La differenza è sostanziale ed entra a pieno titolo nella trasformazione di una collettività ignara del senso ontologico della sua natura. Leggo ancora tra gli appunti di Mons. Di Bruno: “La non verità genera morte. La verità dona vita. Verità e falsità non sono ideali, sono “terribilmente” reali. La falsità genera ogni morte, provoca ogni distruzione fisica e spirituale, morale e sociale, politica e religiosa. La verità fa nascere ogni vita in ogni campo nel quale l’uomo vive”. È quindi la slealtà interna che rimane sempre a capo di ogni sconfitta dell’uomo.

Egidio Chiarella

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