Emergenza Siria: 5,5 milioni di bambini colpiti dal conflitto

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DAMASCO, 11 MARZO 2014 - E' emergenza in Siria, dove il numero di bambini colpiti dal conflitto è aumentato negli ultimi 12 mesi. A lanciare l'allarme è un rapporto Unicef pubblicato quest'oggi. Spaventose le cifre: " Dei 5,5 milioni di bambini colpiti dal conflitto, 1,2 sono rifugiati nei paesi limitrofi; gli altri 4,3 sono all’interno della Siria, di cui 3 milioni sfollati"

10.000 invece i bambini che hanno perso la vita in questa lunga, feroce guerra. Ma questi non sono banali numeri, dietro ci sono vite innocenti travolte da un drammatico destino, occhi privati della possibilità di sognare, infanzie rubate. Il conflitto in Siria, presente da ormai tre anni, è un mostro dagli occhi verdi che non lascia spazio alla vita. Stiamo parlando di bambini che vivono sotto le macerie, costretti ogni giorno a lottare con tutte le proprie forze per sopravvivere, bambine che per sfuggire a quel cielo di bombe vengono costrette ad avere un matrimonio precoce.

l portavoce dell'Unicef Andrea Iacomini ha oggi lanciato un appello: "Oggi nel giorno del dibattito sulle quote rosa e sull' Italicum - afferma Iacomini - mi permetto di rivolgere un appello alla nostra classe politica. E' un appello di un padre e di un figlio a tanti padri e figli presenti in Parlamento e nel Paese che loro rappresentano. L'Unicef ha lanciato questa mattina un rapporto sulla situazione dei bambini in Siria: una generazione perduta che da tre anni vive tra le bombe, le violenze e la morte. Dei 9,3 milioni di persone colpite dal conflitto, 5,5 milioni sono bambini che hanno bisogno di immediata assistenza umanitaria. Un milione di loro vive sotto assedio o in aree difficili da raggiungere per gli aiuti. Vi chiedo di fermarvi un attimo. Chiedo alla nostra classe politica, al ceto imprenditoriale, ai cittadini tutti, agli uomini di spettacolo, del cinema e della cultura, al presidente della Repubblica e alle alte cariche dello Stato di fermarsi un attimo e di firmare la nostra petizione internazionale perché questo terzo terribile anno di violenze sia l'ultimo. Accade a pochi passi da noi, è accaduto in passato anche a noi. Non possiamo restare in silenzio solo perché non sono nostri figli" 

E proprio sulla base di quest'ultima frase, è bene ricordare che: "Solo perché non accade qui, non vuol dire che non stia accadendo".

(immagine da listecivichemarche.it)

Rossella Assanti

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