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Fase 2. Speranza, su zone rosse tutti dobbiamo rendere conto

Lazio > Roma

Speranza, su zone rosse tutti dobbiamo rendere conto.'Ho rispettato norme ma giusto magistratura faccia suo corso' 

ROMA, 31 MAG - "Credo nella distinzione tra potere esecutivo e giudiziario e non posso commentare. Politicamente, però, dico che chiunque abbia avuto responsabilità, dall'Oms ai governi ai presidenti di Regione ed i sindaci, devono tutti essere pronti a rendere conto". 

Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza a '1/2 ora in più' a proposito dell'inchiesta sulle zone rosse. "Questa è la bellezza della democrazia e non ci dobbiamo spaventare. Penso di aver sempre rispettato le norme ma è giusto che la magistratura faccia il suo corso e dovere". 

Rischio c'è, sbagliato non riconoscerlo 'Ci assumiamo rischi ponderati per gestire fase diversa' 
"Un rischio c'è e sarebbe sbagliato non riconoscerlo, è chiaro che un rischio lo stiamo assumendo poichè il rischio zero ora non esiste ma ci arriveremo solo quando ci sarà il vaccino. 

Fino ad allora si tratta di assumersi dei rischi ponderati e di provare a gestire una fase diversa". Lo ha affermato il ministro della Salute Roberto Speranza a '1/2 ora in più' a proposito della riapertura della mobilità infra regionale dal 3 giugno. 

Per "il rischio zero avremmo dovuto conservare un lockdown assoluto per mesi ma il Paese non avrebbe retto"

Che ci sia una "differenza sui territori è un dato di fatto innegabile e il nord ha pagato il prezzo più alto, ma ora il trend di tutte le regioni va nella direzione giusta. 

Al momento - ha sottolineato il ministro i dati ci dicono che è vero che ci sono differenze quantitative ma la tendenza di tutte le regioni va nella direzione giusta ed è in discesa". Tuttavia, ha avvertito, "le settimane che arriveranno sono ancora con un esito non scontato e le misure di distanziamento e precauzione saranno determinanti". Ora, ha aggiunto il ministro, "il Paese sta molto meglio, abbiamo avuto una fase difficilissima e siamo stati i primi a dover prendere decisioni durissime, ma il coronavirus non è finito, è un'onda che si sta spostando ma non è scomparso. Dunque, le norme resteranno". "Abbiamo ancora bisogno di comportamenti corretti. 

Dal 4 maggio i dati sono progressivamente migliorati e nonostante le aperture prudenti e graduali, comunque la curva non si è rialzata ma ha continuato a piegarsi dal lato giusto. Ma guai a cantar vittoria e pensare - ha concluso Speranza - che tutto sia finito