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Ferrari si dimette, ricerca Ue lo aveva già sfiduciato "Erc, non ha detto tutta la verità"

Lazio > Roma

Ferrari si dimette, ricerca Ue lo aveva già sfiduciato. Erc, non ha detto tutta la verità, nessun veto ricerca su Covid
ROMA, 8 APR - E' stata un'uscita di scena tormentata dal cuore della ricerca europea, quella di Mauro Ferrari, da gennaio alla presidenza del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) e che ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato sfiduciato dallo stesso organo del quale era a capo. "Sono stato estremamente deluso dalla risposta europea al Covid-19", aveva dichiarato Ferrari al Financial Times online.

"Ero arrivato alla guida dell'Erc come un fervente sostenitore dell'Ue", ma "la crisi del Covid-19 ha completamente cambiato la mia opinione anche se continuo a sostenere con entusiasmo l'idea della collaborazione internazionale". Parole che secondo il Consiglio Europeo della Ricerca "non dicono tutta la verità": le dimissioni sono state la conseguenza "di un voto di sfiducia unanime" nei suoi confronti del 27 marzo da parte dei "membri del Consiglio scientifico dell'Erc" a causa anche dei numerosi impegni di Ferrari "incompatibili con il mandato di presidente del consiglio scientifico", ha dichiarato in risposta alle dichiarazioni di Ferrari l'Erc, principale agenzia di finanziamento della ricerca nell'Unione Europea.

Sul punto sollevato da Ferrari circa il fatto che il Consiglio scientifico non avesse appoggiato la sua richiesta di finanziare un'iniziativa speciale incentrata sul virus SarsCoV2, l'Erc ha rilevato che "non abbiamo sostenuto un'iniziativa speciale perché non è di nostra competenza e la direzione generale della Ricerca e innovazione della Commissione, con la quale siamo collegati, era già molto attiva nello sviluppo di nuovi programmi per sostenere questo tipo di ricerca attraverso i canali appropriati".

La richiesta di dimissioni del 27 marzo si basava, invece, soprattutto sulla "mancanza di impegno" mostrata da Ferrari, che nei tre mesi in cui è stato presidente dell'Erc "non è riuscito a partecipare a molti incontri importanti, trascorrendo molto tempo negli Stati Uniti". Si chiude così una vicenda iniziata fra le polemiche, fin da quando Ferrari era stato nominato dalla Commissione Europea a capo dell'Erc, primo italiano ad avere mai avuto quell'incarico. Al centro di molte perplessità da parte della comunità scientifica internazionale erano state le dichiarazioni fatte da Ferrari sulla medicina rigenerativa Italia nel 2013 nel periodo in cui era stato chiamato a presiedere il comitato del ministero della Salute incaricato di esprimere un parere sul cosiddetto "metodo Stamina". Una vicenda arrivata sulle pagine della rivista Nature e risolta con la nomina di un nuovo presidente a capo del comitato di esperti del ministero.