Franceschini: "Taranto la Torino del Sud"

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TARANTO, 26 DICEMBRE 2014 - A dirlo è il ministro Franceschini, che, in una dichiarazione pub...

TARANTO, 26 DICEMBRE 2014 - A dirlo è il ministro Franceschini, che, in una dichiarazione pubblica, afferma come a Taranto la Storia e la grande industria possano essere punti di partenza per diventare, in un prossimo futuro, una "Torino del Sud".

"Torino si è trasformata in alcuni anni da una città industriale, legata prevalentemente ad una sola azienda, ad una città che ha mantenuto una forte presenza industriale ma che ha riscoperto una vocazione culturale e turistica attorno alla quale è tornata a crescere economicamente. Così può essere per Taranto" spiega Franceschini, ricordando come nel decreto Salva-Ilva ci siano anche strumenti di riqualificazione per l'intera Città dei Due Mari.

Per Franceschini, Taranto è una soddisfazione personale, con il "(...) progetto di Taranto città Spartana, brand di grande attrazione internazionale", soprattutto per il potenziale turistico e culturale dell'iniziativa. Il Governo, quindi, non starebbe pensando solo all'Ilva, ma a una serie di misure volte a un cambiamento radicale della situazione presente.

Le dichiarazioni di Franceschini arrivano dopo l'approvazione del decreto Salva-Ilva: lo Stato intende, con questo pacchetto di norme, velocizzare i lavori di riqualificazione dell'Ilva per provvedere, nel giro di un anno, a cedere la struttura ai privati. L'importanza strategica del polo siderurgico diventerebbe, per il Governo, un motore trainante anche per la città.

Reazioni diverse da parte degli esponenti politici locali: per il sindaco Stefàno "Non potevamo stare più nel limbo, una svolta era necessaria. Ma adesso serve concretezza", mentre i sindacati chiedono conferme "(...) il decreto va accolto positivamente, perché qui la situazione è drammatica. Ma la strada definitiva non può essere la nazionalizzazione. Sull’Aia non derogheremo: servirà un rispetto rigido delle norme, altrimenti la salute dei tarantini continuerà a non essere tutelata".

(Foto bebmuseo.it)

Annarita Faggioni

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