I novelli finti profeti!

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Sono tanti; in fila; ben ordinati; figli del sistema; padroni dichiarati e persuasi del loro potere ...

Sono tanti; in fila; ben ordinati; figli del sistema; padroni dichiarati e persuasi del loro potere sugli altri. Dimenticavo! I falsi profeti, sfornati a iosa dalle ultime generazioni, sono anche presuntuosi e pronti a sbeffeggiare qualcuno che mestamente si permetta di far emergere le contraddizioni del loro pensiero. Ma chi è il finto profeta? Senza una risposta chiara ad un interrogativo del genere, così centrale nella tematica odierna, sarebbe difficile identificare i novelli profeti che occupano tutte le attività e le articolazioni lecite e illecite del sistema in cui ci troviamo. La risposta è nella chiara sapienza teologica del pensiero cristiano: “Falso profeta è chiunque dica all’uomo una parola contraria e differente da quella proferita dal Signore”. A ciò va aggiunto. “Il Signore ha parole di fuoco contro questi falsi profeti che sono la rovina del suo popolo”.  

La teologia illuminata della Chiesa ci aiuta a distinguere la falsa profezia non colpevole da quella colpevole. È “profezia non colpevole” la ricerca di Dio a tentoni, senza guida, privi di una rotta che si fondi sul discernimento del consacrato di Dio. Qui non c’è malafede; c’è comunque un cammino sbagliato che prima o poi farà sbattere ognuno che lo persegua, trascinando con sé anche chiunque scelga di condividerne il tragitto. La falsa “profezia colpevole” risiede al contrario nella tendenza, pur conoscendo la Parola del Signore, di cambiare a proprio uso e consumo il valore eterno del vangelo. “Ecco, sto per mandarvi serpenti velenosi contro i quali non esiste incantesimo, e vi morderanno”. Così in Geremia (8,17) il Signore “compensa” i sacerdoti e gli scribi che con la loro falsa parola avevano contribuito alla distruzione di Samaria e di Gerusalemme.

Anche oggi il mondo è strapieno di falsi profeti che a perdifiato insegnano l’opposto di ciò che sia stato sigillato nel vangelo. Le categorie da segnalare sono tante. Molti di loro occupano i profili dei social o siedono impettiti sulle cattedre della scuola dell’obbligo, dell’università, dei tribunali, del parlamento, dell’amministrazione pubblica, del governo centrale e locale, della Chiesa, della politica, della finanza, dello sport, della musica, dell’arte in genere. Si inseriscono poi tra i giovani, gli anziani, le manifestazioni che attirano migliaia di persone; tra vari programmi televisivi; tra i finti “apostoli” del nostro tempo. Mi fermo qui. Il falso profeta è ovunque, specie dove ci sia una autorità da espletare! Questi signori che spesso siedono accanto a noi sono espressione ingiustificabile della profezia colpevole in assoluto, quale vera antitesi rispetto alla verità rivelata e già scritta.

Per essere veri profeti, senza bisogno di incollare sul proprio portone una lucida targhetta in ottone, non bisognerebbe fare altro che trasmettere l’insegnamento evangelico senza compiere modificazioni personali. Nulla togliere, né aggiungere. Il quadro generale è molto compromesso. Di sicuro ci sono delle responsabilità da parte del credente, forse stanco nel ricordare la Parola della conversione e della salvezza. Ma è anche vero che c’è un sistema sociale, politico, finanziario “tritacarne” che detta modi, tempi e comportamenti, annientando di fatto lo spirito del vangelo. È in voga un messaggio sublimale che tutto riconduce al benessere materiale o ad una finta spiritualità del tutto privata. I novelli falsi profeti stanno di fatto sradicando dalla vita delle persone il fondamento della Parola di Dio. Ma il benessere umano può fondarsi solo sulla parola dell’uomo?

“Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete” (Mt, 7,15).

Egidio Chiarella

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