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"I Quattro Fiumi": il nuovo romanzo della Vargas, unico nel suo genere

Due strani ragazzi della banlieu parigina, Vincent, che non si separa mai dalla sua motocicletta e Grégoire, che fa dei roller il suo mezzo di trasporto per ogni occasione. Questi i coprotagonisti del nuovo romanzo del genio francese Fred Vargas, la scrittrice che con i suoi romanzi gialli ha appassionato il mondo intero. Quello che contraddistingue il suo nuovo lavoro “I quattro fiumi”, però, è l’averlo reso un fumetto, una graphic novel, come si dice in gergo, che oltre ad esaltare la visionarietà dell’autrice, esaudisce, finalmente, il desiderio di ogni lettore appassionato, dando un volto ai protagonisti più amati ed immaginati in milioni di modi differenti: il commissario Adamsberg ed il suo più fidato collaboratore, il tenente Danglard. [MORE]

La storia è molto semplice e la lettura, specie per chi è appassionato del genere scorre velocemente. Vincent e Grégoire i due malcapitati ragazzi che danno inizio all’avventura, ladruncoli sprovveduti commettono l’errore di rubare ad un vecchio, una borsa, scandalosamente colma di quattrini, che all’apparenza non contiene nulla di particolare, tranne che guardandoci dentro, qualche oggetto a prima vista insignificante, ma certamente strano, come una scatoletta con dei denti umani frantumati, un mazo di tarocchi e delle fialette rosso sangue. Che fare? Prenderla ovviamente e darsela a gambe. Quella sera stessa, però, Vincent viene assassinato in casa sua e a Grégoire non resta che darsi alla fuga cercando di salvarsi la vita. Ad indagare, naturalmente i due protagonisti che intuiscono subito la particolarità del delitto. Forse il ritorno di una vecchia conoscenza della polizia l’Ariete, un assassino spietato, che certamente non si lascerebbe scappare un bricconcello come Grégoire.

Recensione:

La caratteristica che rende il romanzo già unico, è lì introduzione delle tavole disegnate dalla matita di Baudoin, maestro dell’illustrazione francese. Interamente in bianco e nero il libro pagina dopo pagina regala emozioni che è facile palpare perché è tutto disegnato. Un giallo urbano, ambientato nella periferia della capitale francese, con due ragazzi appartenenti ad una realtà quasi del tutto emarginata do Parigi: la banlieu, che si trovano catapultati a vivere inaspettatamente, un avventura, pagina dopo pagina, sempre più emozionante, pericolosa e intricata. Completamente riuscito il binomio tra l’atmosfera misteriosa che la Vargas dona sempre ai suoi lavori e le illustrazioni di Baudoin, che con giochi di chiaro scuro, forme molto marcate dai tratti decisi ed essenziali e profondità degli spazi riesce a catturare l’essenza della trama.

È estate e il caldo di Parigi incolla i vestiti addosso. Prima scena la fontana Saint-Michel, dove Grégoire Braban aspetta il suo amico Vincent. Hanno deciso di commettere uno scippo e la vittima designata è un povero vecchietto malcapitato che viene aggredito al buio, mentre torna a casa e rapinato. Il contenuto della borsa, tuttavia, allarma subito Vincent, il più anziano della coppia di ladri, con una bella lista di precedenti penali. Al suo interno, infatti, un mucchio di oggetti strani: libri vecchi, amuleti, un coltello, chiocche di capelli, tutto quello che ha a che fare con l’esoterismo, tesserini e carte di credito intestate a molte persone differenti. In più trentamila euro in contanti e una scatoletta contenente pezzi di denti umani tritati. I ragazzi fanno ritorno a casa, ma l’indomani mattina, quando Grégoire si reca dall’amico, lo trova morto. A questo punto fanno il loro ingresso in scena i responsabili della zona per le indagini: il commissario Adamsberg ed il tenente Danglard.

Intanto Grégoire fuggito dall’appartamento dell’amico si rivolge, per chiedere aiuto alla sua, particolare famiglia composta dal padre e quattro fratelli. Primo il fratello «per bene» impiegato in banca, poi Gauthier, il fratello ossessionato con la coltivazione di un fondo in città fatto di sassi. Anche il padre dei Braban, che vive ai margini della ville lumiere, viene chiamato in causa. La sua idea fissa dà il titolo al romanzo. L’uomo, difatti, raccoglie cocci di bottiglia, tappi e lattine di birra in strada per realizzare una fedele riproduzione della fontana “I Quattro Fiumi” del Bernini. Il commissario

Adamsberg, dal canto suo, con la sua aria pigra, passo lento e faccia sempre sconvolta, non cede nelle sue indagini che lo portano su una pista inaspettata: i segni sul corpo di Vincent sono il marchio di un pericoloso pluriomicida, il «killer della roncola», noto ai più come «l’Ariete», che nella stessa primavere di quell’anno ha già assassinato tre persone. Un semplice furtarello dà, dunque, luogo ad una serie di intrighi più grandi di Grégoire, certamente inaspettati, ma pur sempre travolgenti.

Non tutti però hanno apprezzato l’incontro tra la “regina del giallo” europeo e Baudoin, che con le sue tavole limiterebbe la prosa della Vargas. Per noi invece è un libro entusiasmante, dall’humour penetrante tipico dell’autrice francese, con la particolarità del fumetto, che introduce una novità da non perdere! Insomma un romanzo che non può mancare nella libreria di un appassionato.