Cerca

Il calcio e il "niet" di Speranza

Domenico Varano
Condividi:
Il calcio e il "niet" di Speranza
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~1 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

MILANO, 20 APRILE 2020- Il calcio si interroga sul da farsi e prova a trovare un modo per abbozzare una ripartenza che certamente non sará semplice. Ma perché i club spingono per una ripartenza? Tutto é legato ai bilanci, che a quanto pare piangono.

Le principali big chiedono di ripartire entro fine maggio al max inizio giugno, di chiudere il campionato. Un eventuale fine anticipata provocherebbe circa 4 miliardi di perdite, in un settore in cui, oltre ai miliardari, lavorano migliaia di addetti che portano a casa uno stipendio normale. Ma é chiaro che in questo momento, in cui l'Italia piange oltre 400 morti al giorno, sembra difficile a tutti parlare di calcio. A riportare sulla terra i calciofili ci ha pensato in mattinata il Ministro Speranza.

A chi gli chiedeva se fosse possibile riprendere a giocare, il Ministro della Salute ha risposto: "Io sono un grande amante del calcio, però devo dire che in questo momento il calcio non é prioritario, specie se ogni giorno muoiono 400 persone. Si tornerà a giocare quando sará possibile. Al momento il campionato di calcio non é una priorità".


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Domenico Varano

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.