Isis, Hollande e Putin verso un'allenza per combattere il "nemico comune"

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MOSCA, 27 NOVEMBRE 2015 – "E' il momento di assumersi la responsabilità per quant...

 MOSCA, 27 NOVEMBRE 2015 – "E' il momento di assumersi la responsabilità per quanto sta accadendo", così il presidente francese Francois Hollande a Vladimir Putin nell'incontro al Cremlino, incentrato sulla lotta allo stato islamico. "Dobbiamo creare una grande coalizione contro il nostro comune nemico, Daesh", ha continuato Hollande. E Putin dal suo canto si dice pronto e disponibile: "Con la Francia un passo verso la coalizione anti-Isis, pronti a cooperare".

"Noi siamo pronti per questo lavoro comune, lo consideriamo assolutamente necessario e in questo senso la nostre posizioni coincidono", ha sottolineato Putin facendo le condoglianze al presidente francese per le vittime degli attentati.

"Ora è arrivato il momento di assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo", gli ha fatto eco Hollande. "Il nostro nemico è Daesh, ha territori, un esercito e risorse, quindi dobbiamo creare una larga coalizione per colpire questi territori -ha proseguito -. Sono venuto qui a Mosca per vedere come possiamo agire insieme e coordinarci in modo da poter attaccare questo gruppo terroristico, ma anche per raggiungere una soluzione politica per la pace" in Siria, ha quindi voluto precisare.

Sulla fondazione di una coalizione che includa anche la Russia si presentano però degli ostacoli, primo fra tutti quello che riguarda Assad. Putin è infatti contrario ad ogni ingerenza esterna sul futuro della Siria. L'esercito del presidente siriano Bashar al-Assad è un "alleato naturale" nella lotta all'Isis, secondo Putin, e sarebbe quindi impossibile lottare con successo contro il terrorismo senza forze di terra, che non possono che essere assicurate dall'esercito di Assad. Hollande non è però dello sesso parere, per il presidente francese infatti "ovviamente Assad non può avere alcun ruolo" nel futuro della Siria. Altre divergenze nascono anche dall'abbattimento del jet russo da parte della Turchia, che Putin considera complice dell'Isis, esigendo scuse che Erdogan pretende a sua volta dal presidente russo.

(foto dal sito www.reggiosera.it)

Michela Franzone

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