L'atto finale. Berlusconi, il potere e le sue donne

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MILANO, 26 GENNAIO - Al netto dei fatti giuridici che coinvolgono il Presidente del Consiglio Silvio...

MILANO, 26 GENNAIO - Al netto dei fatti giuridici che coinvolgono il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che saranno analizzati e valutati dalla magistratura, il caso Ruby lascia una scia di riflessioni che meritano di essere attentamente analizzate.

Dalle varie vicende scandalistiche di questi mesi, emerge in primo luogo un abuso sconsiderato del potere. Il Presidente del Consiglio, giuridicamente colpevole o no non importa, ha ammesso di aver parlato al telefono e richiesto il rilascio di Ruby agli agenti di polizia. Con gentilezza, con garbo, ma mentendo palesemente. Ecco l'estratto della telefonata: “Dottore, volevo confermare che conosciamo questa ragazza, ma soprattutto spiegarle che ci è stata segnalata come parente del presidente egiziano Mubarak e dunque sarebbe opportuno evitare che sia trasferita in una struttura di accoglienza. Credo sarebbe meglio affidarla a una persona di fiducia e per questo volevo informarla che entro breve arriverà da voi il consigliere regionale Nicole Minetti che se ne occuperà volentieri”.

Pochi giorni dopo si scoprirà che non solo Ruby non è nipote del Presidente egiziano, ma che non è nemmeno egiziana! Berlusconi si è macchiato, con una sola chiamata, di due reati. Il primo è quello di aver detto il falso sulle origini della ragazza. Il secondo è l'abuso di potere che indirettamente ha prodotto sull'agente che, seppur gentilmente, si è sentito impartire un ordine dal Presidente del Consiglio.

Tralasciando le questioni giuridiche e spostandosi sulla questione morale il Premier si macchia poi di colpe ancor più gravi. Il rapporto che emerge con il sesso femminile è disarmante.
Intercettazioni e dichiarazioni dimostrano come, al netto di eventuali rapporti sessuali tra lui e le sue ospiti, la donna è ancora vittima di un antico retaggio culturale. Un oggetto da piazzare intorno ad un tavolo per dimostrare la propria potenza e la propria superiorità agli altri commensali. Un oggetto da comprare, da bistrattare. Non importa il loro nome, la loro nazionalità, il loro stato sociale. Le donne, soprattutto se giovani e belle, sono oggetti da possedere oltre che sessualmente anche materialmente.

Questi sono i fatti che dovrebbero scatenare l'irritazione dell'opinione pubblica e della politica.
Invece sul tavolo della discussione quotidiana c'è il caso Ruby. Una ragazzina fin troppo appariscente, che quando ancora minorenne si sarebbe unita carnalmente al Premier. Grazie a questo Berlusconi si ritrova per l'ennesima volta a passare da carnefice a vittima.
Non importa che il Premier abbia usato delle giovani donne come oggetti per dimostrare la sua potenza. Non importa che per sollazzasi abbia riempito le sue ville di ragazzine disinibite. Berlusconi riesce ancora una volta a rigirare la questione a suo favore, sferrando l'ennesimo attacco contro la magistratura e l'opposizione.

Sarebbero infatti i suoi oppositori, secondo il Premier, ad aver architettato tutto. Ad aver screditato le sue ospiti, le sue consigliere e tutte le donne che lo circondano.
Riesce ancora nell'impresa mediatica di passare per perseguitato. Lo dimostrano i sondaggi che lo danno ancore in testa, seppur in forte flessione, tra i Leader preferiti dai cittadini.
L'opposizione invece si fa schiacciare dal potere mediatico di Berlusconi e continua a farsi dettare l'agenda politica dal Premier. Troppo forte, almeno mediaticamente, rispetto ai suoi avversari.

È molto difficile dire fino a quando andrà avanti questa lotta, di certo lo scontro mediatico sarà molto duro ed il Premier non risparmierà nessuna delle sue armi. Sembra proprio che la campagna elettorale, sia gia cominciata ed ha l'aspetto di essere definitiva.

Riccardo Capone

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