La guerra nei Balcani

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La storia del secondo novecento ha visto svilupparsi tra gli altri il conflitto della Guerra dei Bal...

La storia del secondo novecento ha visto svilupparsi tra gli altri il conflitto della Guerra dei Balcani, così si chiama quel periodo tra il 1980 ed il 1995 che ha portato alla scomparsa della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Anche questo come le altre guerre civili non può essere compresa a prescindere dal contesto storico sociale del territorio in cui è avvenuta.

Dopo la morte nel 1980 del maresciallo Tito, che aveva esercitato la sua dittatura su tutta penisola, con una repubblica di stampo socialista, le regioni cominciarono un processo di ribellione dall’interno che era mosso dallo spirito di opposizione a quello che era un regime. Incominciò la Slovenia a rivendicare l'indipendenza, seguita dalla Croazia. Le truppe jugoslave, cioè multietniche e quindi inaffidabili, furono tenute in caserma. Eppure, con l'esplosione della Bosnia le cose cambiarono: intervennero truppe serbe e croate a fianco dei rispettivi “eserciti fantoccio” formatisi in Bosnia, e la violenza fu superiore a quella di qualsiasi intervento preventivo. La Germania riconobbe per prima le nuove repubbliche, il Vaticano subito dopo, gli Stati Uniti appoggiarono il diritto all'autodeterminazione dei popoli balcanici, compresi i musulmani di Bosnia, e imposero il trattato di Dayton, un documento che proponeva l’invalicabilità dei confini tra le regioni della penisola.


Queste guerre civili hanno la loro peculiarità nel fatto che nei Balcani, come sempre, si sono scontrati gli interessi contrapposti degli imperialismi che si sviluppavano attorno ai confini. In questo caso è l'espansione del capitale europeo a predominio tedesco di inizio secolo che ha innescato un processo di dissoluzione della Federazione Iugoslava. Dai conflitti mondiali ne sono scaturite piccole aree a differente sviluppo economico, integrabili nel mercato dei paesi più forti ma non in grado di avere ognuna un'economia propria e di condurre una politica autonoma.

Nell’ottica di un panorama internazionale, che vede la costituzione dei paesi dell’Europa moderna, la Guerra sviluppatasi nei paesi balcanici è senza dubbio un’ emblematica esperienza di movimento popolare, che ha portato i cittadini a conquistare con le armi l’appartenenza alla propria nazione. Il fatto che però inscrive quest’esperienza nella dinamica della modernità è comunque l’intervento delle Nazioni Unite nell’orizzonte della preservazione dei diritti del cittadino, in voce del quale il destino degli scontri è stato tutorato e deciso dall’entità superiore che le grandi nazioni rappresentavano e rappresentano tutt’ora.

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