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La moralita' e la gomma da masticare!

Calabria

06 LUGLIO 2015 - Gli scribi del tempo di Gesù vivevano una moralità inventata dalla loro penna e dal loro pensiero. Una falsa integrità che oggi trionfa spesso nella vita privata e pubblica, facendo arrossire anche il più vecchio incallito fariseo di un tempo. Una moralità elastica, da stendere o accorciare in vista di questa o quell’altra situazione. Un vero esempio di gomma da masticare da tempo in voga, per il suo sapore zuccherato e la sua particolare essenza da gustare senza ingoiare. Proprio come succede con la moralità! [MORE]

Se ne parla, parla, parla, poi si butta tutto via. Un gesto che va bene senz’altro per la deliziosa pallina di gomma, scoperta dai Maya; brevettata come chewingum il 28 dicembre del 1869, dall’americano William Semple e messa sul mercato nel New Jersey nel 1871. Al contrario la moralità andrebbe “ingerita” e fatta sedimentare in ogni fibra dell’essere umano.

Se ci guardiamo intorno è facile comprendere che si sta vivendo un tempo non certo esaltante dal punto di vista della correttezza civile, sociale, politica o anche religiosa. In ogni campo c’è sempre chi traduce e interpreta i valori universali a suo uso e consumo, producendo un male collettivo. La rettitudine di una persona è il tesoro più grande che un contesto sociale possa avere. La sua presenza nel ruolo occupato in famiglia, tra la gente o nel lavoro, determina a cascata una serie di benefici per chiunque l’intercetti. Si tratta di un forte generatore di “santità”, di positività, di buon senso che porterà per il singolo e per la collettività frutti copiosi. Dal proprio modo di essere sgorga sempre la vera o falsa natura di ogni insegnamento. Mai farsi conquistare solo dall’apparenza, dal ruolo pubblico, né tantomeno da chi sa ben vendere la sua scienza infusa.

Non basta essere padroni di una disciplina o detentori di un posto altolocato per avere una vita santa, anche se spesso si dice: Ma questo è un grande luminare della teologia, della filosofia, della scienza, della tecnologia, dell’arte, dello sport! Può essere un luminare di ogni cosa, ma potrebbe non esserlo della verità di Dio. Leggo in un resoconto di catechesi: “Uno può anche conoscere il greco come fosse lo stesso Aristotele, Platone, Saffo, Omero o altri, può altresì conoscere l’ebraico come l’autore del Libro di Giobbe e del Libro di Isaia, ma se la sua vita morale non è santa, nulla potrà conoscere della verità di Dio. Conoscerà il greco classico e l’ebraico, ma non la lingua di Dio”. Parole sagge che fanno riflettere. Il vangelo ci ricorda ad esempio anche come divorare le case delle vedove sia immorale. Pregare a lungo per farsi vedere, è immorale.

Vivere per passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi posti nelle sinagoghe e nei banchetti, è immorale. Suonare la tromba per il bene fatto è immorale. Se la vita è immorale, il cuore è immorale. Ancora oggi come ai tempi del Sinedrio, si altera l’animo degli uomini puntando molto sugli effetti scenici. Continuando così si andrà a sbattere contro una realtà troppe volte ferita da vicende che a livello locale, nazionale e internazionale stanno rodendo il capitale spirituale dell’Umanità. Basta pensare alla corruzione del sistema politico; all’incomunicabilità tra le forze sociali e parlamentari sui grandi temi di riforma e di progresso per l’intera comunità; al terrore seminato da logiche perverse che, in nome di un Dio costruito a tavolino, sta insanguinando il mondo intero. Altro che accostamento dell’etica all’uso della gomma da masticare! Per un tempo migliore, nella giustizia e nel bene comune, c’è sempre di più bisogno di una moralità che sia stile permanente di vita.

 

Egidio Chiarella

www.egidiochiarella.it

egidiochiarella@gmail.com