La missione della Nasa verso Giove parla anche italiano

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MILANO - C’è anche tanta Italia nella sonda della Nasa Juno, che ha raggiunto in 5...

MILANO - C’è anche tanta Italia nella sonda della Nasa Juno, che ha raggiunto in 5 anni l’obiettivo di presidiare l’orbita di Giove. Lo storico momento si è concretizzato alle ore 20.53 americane, le 5.53 di martedì 5 luglio in Italia. L’agenzia statunitense ha salutato l’impresa con un tweet: «L’accensione del motore è completata. Juno ora orbita intorno a Giove. Pronta a svelare i suoi segreti». 

L’inserimento nell’orbita era considerata di fatto la fase più delicata. Se infatti il motore non si fosse acceso o non avesse avuto durata sufficiente, la sonda avrebbe fallito “l’aggancio” di Giove compromettendo la delicata missione. Secondo Rick Nybakken, project manager della missione, questa sarebbe stata la riuscita della più difficile missione mai tentata.

Italia su Giove. Dei nove strumenti a disposizione della sonda, due parlano italiano. Il cuore scientifico, protagonista di un’impresa di 5 anni e quasi tre miliardi di chilometri, è targato Jiram (JovianInfraRedAurolalMapper). Jiram è uno spettrometro che studierà gli strati superiori dell’atmosfera ed è finanziato dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). La realizzazione è firmata Leonardo-Finmeccanica (Capi Bisenzio, Firenze) e ne è responsabile l’istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf). Leonardo-Finmeccanica ha provveduto anche alla realizzazione del sensore, cui si aggiunge una targa ed una firma di Galileo Galilei all’interno della sonda. Da non dimenticare infine, il KaT (Ka-Band Traslator) strumento di radioscienza realizzato anche grazie all’Università Sapienza di Roma.

La placca di Galilei. Sarebbe stata fornita dall’ASI, e consisterebbe in una descrizione delle quattro lune di Giove fornita dal grande astrofisico italiano. Curiosa anche la presenza di tre pupazzetti della Lego raffiguranti lo stesso Galileo, Giove e sua moglie, Giunone (Juno).

Orgoglio italiano. Grande soddisfazione a seguito di questo importante momento storico, è stata espressa dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston: «Juno è una missione storica che vede ancora una volta Nasa e Asi insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del sistema solare. Questa missione dimostra come la comunità scientifica italiana giochi un ruolo di primissima importanza».

Passato e presente. L’ultima sonda a sfiorare Giove, osservandola da vicino è targata Nasa, nell’ambito del progetto New Frontiers, per mezzo della sonda New Horizons (2007), mentre una fattispecie più concreta si era presentata con un’altra sonda americana (Galileo, 1995). Il presente ed il futuro restano un incognita, nell’arco di una complessa missione il cui futuro sarà costituito da 20 mesi di attività scientifica piuttosto sostenuta.

foto da: ilpost.it

Cosimo Cataleta

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