La visione nel bambino. Ecco qual è l’età giusta per il primo esame visivo

1882
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
Come fare a capire come vede proprio figlio? Qual è l’età in cui è giusto sottoporlo ad un esam...

Come fare a capire come vede proprio figlio? Qual è l’età in cui è giusto sottoporlo ad un esame visivo?

TORINO, 07 DICEMBRE La visione nel bambino si sviluppa “a tappe” :

  • 0– 2 mesi: nei primissimi giorni di vita il bambino presenta nistagmo ovvero movimenti incontrollati degli occhi, che svaniscono in genere dopo il terzo giorno. La visione non va oltre i 30 cm,riconosce luce e buio ma non vede i colori. Inoltre, non ha il pieno controllo dei muscoli oculari e l’acutezza visiva è pari 1/20.

  • 2– 4 mesi: inizia a riconoscere i contorni quindi le forme del viso; la messa a fuoco si sposta dai 30 cm a pochi metri e riesce a distinguere i principali colori, come il verde, il rosso e il blu.

  • 6– 10 mesi: i movimenti oculari sono più raffinati includendola partecipazione della testa e del collo e a 10 mesi inizia ad acquisire la stereopsi, ovvero la capacità di capire il senso della profondità delle immagini, una delle funzioni più complesse del sistema visivo.

  • 12mesi -24 mesi: completa la capacità di convergere volontariamente gli occhi e la stereopsi. A 1 anno la sua acutezza visiva è di 3-4/10, a 2 anni raggiunge circa i 10/10 ed ha un sistema visivo paragonabile a quello di un adulto anche se continua ad evolvere fino ai 6 anni.

La visione è considerata il più importante dei nostri sensi, poiché oltre l’80% delle informazioni che il nostro cervello riceve ogni giorno proviene dagli occhi. Le sensazioni e le emozioni che accompagnano le immagini hanno una relazione con la visione.

Per questo, il primo esame oculistico è consigliato a 6 mesi,poi a 3 anni e infine a 5 anni. Successivamente i controlli sono consigliati ogni due, oppure ogni anno in caso di presenza di un difetto visivo, salvo diverse indicazioni del medico oculista.

L’osservazione da parte dei genitori fornisce al professionista informazioni importanti che potrebbero sfuggire durante la visita, dato che è necessario tener conto della labile attenzione del bambino. I genitori dovrebbero osservare il bambino e annotare che non siano presenti le seguenti condizioni:

  • un occhio più convergente (devia verso il naso) rispetto all'altro: questa condizione potrebbe essere un segnale di strabismo convergente, dovuto ad un difetto visivo elevato che colpisce solo uno dei due occhi

  • il bimbo strizza gli occhi: avvicinando le palpebre ricerca una messa a fuoco, compromessa in caso di miopia o astigmatismo

  • tende ad avvicinare troppo gli oggetti o se tende a stare troppo vicino alla televisione

  • tende a ruotare la testa durante l’osservazione da lontano o da vicino

  • ammicca frequentemente

  • strofinagli occhi eccessivamente

  • ha un eccessivo fastidio alla luce

  • rifiuta di svolgere attività come colorare, fare puzzle o lavori di motricità fine, associati ad arrossamenti o lacrimazione

  • una palpebra è più bassa rispetto all'altra

  • tende ad escludere un occhio, chiudendolo

L’esame visivo all'interno dei primi 3 anni di vita può portare all'identificazione di un’ambliopia (detta comunemente occhio pigro) condizione in cui in un occhio è presente un difetto visivo che se non corretto adeguatamente con occhiali o occlusione, può portare il soggetto all'esclusione perenne di quell'occhio.

Visione e apprendimento

Esiste una correlazione tra visione e apprendimento scolastico. Una disfunzione del sistema visivo può influire sull'apprendimento ed in particolar modo sulla lettura e scrittura. I bambini che hanno un DSA (disturbo specifico dell’apprendimento), tra cui troviamo la dislessia, hanno spesso un problema visuo-motorio, anche se non tutti i bambini con problema visivo sono dislessici. 

Un’attenta valutazione della collaborazione tra i due occhi può aiutare i professionisti (oculista, optometrista, ortottista e logopedista) ad identificare la problematica.

In Italia le istituzioni non hanno ancora proposto un programma di screening nelle scuole e le iniziative in tal senso sono proposte a livello individuale da alcune associazioni diottrici optometristi o da poche altre figure professionali volontarie.

E’importante quindi sottoporre i bambini a visite oculistiche non solo per identificare gli eventuali difetti visivi ma per metterli nelle condizioni di affrontare al meglio gli impegni scolastici e per far sì che le problematiche visive non influiscano sul suo rendimento.

Fonte immagine (Conestoga Eye)

Vanessa Bonezzi

InfoOggi.it Il diritto di sapere