L'Italia del turismo alla rincorsa della Spagna

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ROMA, 27 DICEMBRE - I dati del turismo in Italia vengono spesso confrontati con quelli di...

ROMA, 27 DICEMBRE -  I dati del turismo in Italia vengono spesso confrontati con quelli di Francia e Spagna, nazioni che la precedono nelle classifiche internazionali. 

La Spagna, in particolare appare il principale “competitor” dell’Italia del turismo, per caratteristiche e target dei viaggiatori. La differenza di arrivi a vantaggio della Spagna, oltre venti milioni, appare però ancora di rilievo, pur avendo la nazione iberica meno siti riconosciuti dall’Unesco e meno città d’arte.

Tutta una questione di “strategie”, sembrerebbe. In Italia si punta ancora su pochi "nomi" ben collaudati , affidandosi a strategie per lo più locali, mentre in Spagna i governi degli ultimi decenni hanno attuato articolate strategie per rafforzare e qualificare l'offerta in maniera ben mirata e allargata anche ad aree potenzialmente non particolarmente vocate per il turismo. 

Il Piano strategico del Turismo italiano ( PST), al contrario delll’omologo Piano spagnolo,  ha tuttora l’apparenza di un manifesto con molte caratteristiche di astrattezza. Appare infatti pieno di  idee, alcune delle quali sicuramente interessanti, etichettate come turismo culturale, sostenibile sotto l'aspetto socioambientale e della mobilità dolce. 

Il lato debole rimane purtroppo la carenza di  un'efficace sviluppo di concreti obiettivi economici e temporali, oltre che di precisi indicatori di gestione. Il tutto è inoltre complicato dallo scarso coordinamento tra i vari ministeri coinvolti.  Appare anche deficitaria l’attenzione alla domanda per turismo urbano, la vita notturna, le vacanze studio, lo shopping organizzato.

Uno sforzo di maggiore concretezza sul versante della programmazione  turistica potrebbe verosimilmente regalare alla nostra nazione un deciso scatto in avanti negli arrivi e durata delle permanenze dei viaggiatori. Uno sviluppo positivo che troverebbe solide basi nell'immenso patrimonio artistico e paesaggistico nazionale. 

Raffaele Basile 

fonte: Il Sole 24 ore

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