Londra, bombe molotov nel furgone usato dai jihadisti. Terzo terrorista un italo marocchino

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LONDRA, 6 GIUGNO 2017 - Almeno una dozzina di bombe Molotov sono state trovate nel furgone usato dai...

LONDRA, 6 GIUGNO 2017 - Almeno una dozzina di bombe Molotov sono state trovate nel furgone usato dai tre jihadisti che nella notte di sabato hanno compiuto il duplice attacco a Londra, causando la morte di sette persone e il ferimento di altre 48, prima investendo passanti sul London Bridge e poi al Borough accoltellando chiunque si trovasse loro davanti.

La notizia viene riportata da Sky News, che cita fonti non ancora identificate. Secondo il giornalista dell'emittente Martin Brunt, la polizia ha rinvenuto nel veicolo "quelle che sembravano essere bottiglie piene di un liquido incolore con stracci" al posto dei tappi: "Chiaramente sembravano essere cocktail Molotov".

Nel mentre, proseguono a ritmo serrato le indagini sul duplice attentato, rivendicato dal sedicente Stato Islamico attraverso l'agenzia Amaq. Da questa mattina è in corso una perquisizione nel quartiere di Ilford, a circa tre chilometri a nord di Barking, dove vivevano due dei tre jihadisti freddati dalla polizia otto minuti dopo aver ricevuto la prima chiamata di emergenza. Sono state rilasciate, invece, tutte e dieci le persone fermate in questi giorni, inizialmente sospettate di far parte della rete di fiancheggiatori del commando che ha messo a segno l’attacco sabato notte. Lo ha reso noto la Polizia, precisando che ogni accusa nei loro confronti è caduta. 

Nella tarda serata di ieri le autorità hanno diffuso le generalità di due dei tre responsabili del duplice attentato. Si tratta di Khuram Butt e di Rachid Redouan. Butt, ventisettenne di origini pachistane, era considerato capo della cellula; era apparso in un documentario dell'emittente Channel 4 sui fondamentalisti islamici legati ad Anjem Choudary, un predicatore in carcere. Il suo nome era noto dai servizi di sicurezza britannici, ma non c'era nessuna prova che stesse pianificando un attentato. Redouane invece aveva 30 anni e, secondo quanto ha riferito il capo della polizia nazionale antiterrorismo Mark Rowley, asseriva di avere doppia nazionalità: sia marocchina che libica.

Sull'identità del terzo lupo solitario gli investigatori non hanno ancora rivelato nessuna informazione, ma sarebbero trapelate alcune indiscrezioni. Si tratterebbe di un ventenne di origini italo-marocchine, il quale fu fermato a marzo del 2016 all'aeroporto di Bologna. Il giovane aveva con sé un piccolo zaino, il passaporto e un biglietto di sola andata per Istanbul. 

Luigi Cacciatori

Immagine da repubblica.it

 

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