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Referendum, Renzi: "Per cambiare basta un Sì"

Marche

ROMA, 9 AGOSTO - "Per cambiare basta un Sì. Dipende da ciascuno di noi, non da uno solo, dunque, ma da un popolo". Lo scrive Matteo Renzi nella sua e-News settimanale. Il presidente del Consiglio, a proposito del referendum costituzionale, spiega che "i segnali di queste ultime settimane sono davvero buoni".

Renzi sostiene anche che la vittoria del Sì al quesito referendario non è la sua "sfida personale", ma asserisce che è la "sfida di milioni di persone che vogliono ridurre gli sprechi della politica, rendere più semplici le istituzioni, evitare enti inutili e mantenere tutte le garanzie di pesi e contrappesi già presenti nella nostra Costituzione. Un'Italia più semplice e più forte sarà possibile se i cittadini lo vorranno".

Il Capo dell'Esecutivo, come da lui stesso affermato, vuole spiegare nel merito la questione referendaria ai tanti che glielo chiedono: "Il quesito infatti non riguarda la legge elettorale o i poteri del Governo, argomenti che non sono minimamente toccati dalla legge costituzionale, ma riguarda il numero dei politici, il tetto allo stipendio dei consiglieri regionali, il voto di fiducia, il Senato, il quorum per il referendum che viene abbassato, l'introduzione del referendum propositivo, l'abolizione degli enti inutili come il CNEL, le competenze delle Regioni".[MORE]

Renzi ha poi proseguito, rivelando quelle che potrebbero essere le leve per la vittoria: "Per vincere questo referendum basta entrare nel merito, basta leggere il quesito, basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con la classe politica più numerosa e più pagata dell'Occidente o se invece vogliono ridurre i costi e i posti dei parlamentari, perché per cambiare basta un sì. Basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con le Regioni che fanno promozioni turistiche e missioni in autonomia o se invece vogliamo cambiare, con un progetto turismo Italia, perché per cambiare basta un sì. Basta chiedere agli italiani se davvero vogliono continuare con un sistema di scrittura delle leggi che fa fare a Camera e Senato esattamente la stessa cosa, il che succede solo in Italia, o se invece vogliono lasciare a una sola Camera il rapporto fiduciario con il Governo, perché per cambiare basta un sì".

Luigi Cacciatori

Immagine da blitzquotidiano.it